L’erba del mio giardino mi può avvelenare

SALUTE/ATTUALITA’ – Nei soli Stati Uniti, circa l’80 per cento delle famiglie possiede un prato all’inglese o un giardino cui vengono date ogni anno 70 milioni di tonnellate di fertilizzanti chimici e pesticidi. Il proprietario medio di un giardino o prato all’inglese lo irrora di una quantità di pesticidi chimici per ettaro dieci volte maggiore di quella utilizzata da un agricoltore. L’uso dei prodotti chimici nel giardinaggio è stato associato ad un aumento del numero di tumori e delle malattie del sistema nervoso, poiché questi prodotti penetrano nelle falde acquifere e nel sistema idrico, contaminando sia l’acqua potabile che il patrimonio ittico. La grande varietà di fitofarmaci e la continua modificazione strutturale dei principi attivi per aumentarne l’efficacia spiega l’enorme diffusione raggiunta nella lotta contro gli insetti, dove senza alcun dubbio sono stati ottenuti i successi più numerosi e costanti. Tuttavia accanto alla loro indiscussa utilità questi composti prospettano un grave inconveniente: l’elevatissima tossicità per gli animali e per l’uomo.
Lo studio delle intossicazioni da pesticidi, dolose od accidentali, negli animali d’affezione ed in particolare nel cane costituisce un capitolo della patologia veterinaria importante, complesso e sempre attuale. Il rischio tossicologico per il cane, se non di natura dolosa mirata è per lo più legato, alla somministrazione accidentale del fitofarmaco nell’acqua di bevanda o nell’alimento, oppure dovuto ad un’esposizione occasionale, allorché l’animale sosta o transita su un terreno irrorato direttamente dall’insetticida; oppure indirettamente, per effetto della ventilazione, che sposta il tossico su un altro terreno, introduce, inala o assorbe il principio attivo irrorato. Altra possibilità non infrequente d’intossicazione deriva dall’utilizzo di recipienti, che hanno contenuto e nel quale è residuata parte del pesticida, per l’abbeverata od il pasto dell’animale stesso.

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According to data we have been given, something like 80% of all American families are supposed to possess a lawn or a garden of some kind. To keep these patches fertile and theoretically weed-free, they annually spread as much as 70 million tons of chemical fertilizer and pesticide on them. The Italians for the most part have better things to do than mow the grass or water the daisies, so the problem of accidental canine poisoning is not nearly so common here as it is in North America. A warning though, wherever you are: a common cause of accidental poisoning is not dogs rolling on a newly sprayed or fertilized lawn – though that happens too – but rather the re-use of containers that have held toxic products to store food. Don’t “recycle” these containers for storage purposes, even if you believe you have thoroughly rinsed them.

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