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Feli_lab, incontri e laboratori fra a…mici al Crazy Cat Café

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EVENTI/LIFE STYLE – Si è svolta ieri 10 giugno l’ultimo dei tre laboratori Feli_Lab organizzati da Feliway, la linea di prodotti per la serenità dei gatti e Crazy Cat Café, il primo cat café della Lombardia, situato in Via Napo Torriani, 5 a Milano.
Feli Lab
Tre incontri interattivi per entrare nel vivo della vita dei gatti accompagnati dalla Dott.ssa Sabrina Giussani, Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale e con la supervisione e cooperazione dei 9 simpatici micioni del Crazy Cat Café.
L’evento di ieri è stato il laboratorio di sensi felini, un percorso tra teoria e pratica per giungere a costruire con l’aiuto della Dott.ssa Giussani, di Alba e Marco, i proprietari della mondana location felina, la scatola sensoriale per il proprio gatto.

Il gatto è un piccolo cacciatore che usa i sensi per esplorare il suo ambiente circostante; vediamoli insieme per capire quali abbia maggiormente sviluppato.
Nel corso dei secoli il gatto deriva da una serie di sottospecie di individui che in giro per il mondo si sono accoppiati fra loro lungo il cammino della domesticazione per arrivare al nostro tipo di gatto europeo, il Felis Silvestris lybica.
La domesticazione è stata creata dall’essere umano artificialmente e ha portato a diversi cambiamenti; uno di questi sono le macchie bianche e un altro sono le variazioni agli organi di senso.
Con la domesticazione è cresciuta l’attività ferormonale a discapito dell’olfatto. Infatti l’olfatto non serve più tanto al gatto per cacciare, mentre i ferormoni sono per lui importanti per conoscere l’ambiente circostante.
Ha avuto un aumento della percezione uditiva: il gatto comprende il significato delle nostre parole, capisce le nostre emozioni.

Per quanto riguarda la vista, il gatto sembra vedere a colori, e fra le tinte nota maggiormente il marrone, il giallo e il blu. Noi umani vediamo in modo tridimensionale soprattutto nella parte centrale, mentre il gatto a seconda della conformazione della sua testa vede in 3D nella parte centrale e in 2D nella parte laterale. Ad esempio il persiano che ha il muso schiacciato vede più o meno come noi, molto in 3D e meno in 2D; invece il gatto orientale e il siamese che hanno la testa magra e appuntita vedranno meno in 3D e molto di più in 2D. Il gatto inoltre vede sfumato e vede soprattutto molto bene anche nella notte. A lui non interessano i dettagli ma il movimento. Quello che vede è una sequenza di movimenti come nella pellicola di un film.
Gatto bianco e nero
Il gatto ha una percezione olfattiva molto superiore della nostra. Sembra che possa trovare 3 granelli di sabbia diversi in una spiaggia.
Quando percepisce gli odori, sente anche gli odori della famiglia in cui vive. Sente inoltre i ferormoni con il naso che usa per comunicare con i suoi famigliari umani e con gli altri gatti. Il suo sollevare o arricciare le labbra dopo un lungo annusamento tenendo la bocca leggermente aperta serve per annusare i ferormoni; questo comportamento è detto “flehmen”, il gatto fa una smorfia quando la sua lingua intrappola i ferormoni, poi li sposta verso il palato in un condotto e da qui arrivano in una parte del cervello che è la sede delle emozioni. In questa fase precisa il gatto fa il tipico occhio a palla con la pupilla dilatata.
Ogni animale ha i suoi unici ferormoni, che possono segnalare messaggi diversi ad altri gatti. Ad esempio, un gatto può strofinare la guancia contro un oggetto o graffiarlo con le unghie, in questa fase rilascia ferormoni per contrassegnare il suo territorio. Percepiscono anche i loro umani preferiti con i ferormoni. Un colpo di testa sul nostro viso da un gatto è il suo modo di dire “questo umano è mio”. È un segno di vero affetto dal nostro compagno felino.

Altro senso è quello del tatto. Con i baffi, che sono dei mezzi tattali e sono come le nostre dita, i gatti riconoscono gli oggetti, gli individui e il territorio. I loro baffi percepiscono anche gli spostamenti delle masse d’aria.
Infine il gatto ha 7 recettori per l’amaro che sono molto importanti e ha una capacità uditiva ben maggiore rispetto alla nostra.
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Per riassumere, il gatto ha delle capacità sensoriali uguali alle nostre, ma diverse nello stesso tempo. A seconda della forma del viso ha una visione tridimensionale frontale più o meno estesa. Ha un udito che va molto oltre al nostro, con i baffi e con le sopracciglia e con tutti i suoi peli tattili tocca gli oggetti, percepisce benissimo l’amaro ed è un individuo che è capace con l’olfatto di avere una discriminazione olfattiva importantissima, cioè riconosce con l’olfatto tantissime sostanze.

La scatola sensoriale che, con la dott.ssa Giussani siamo andati a costruire, è un gioco che andrà a stimolare tutti i sensi del nostro gatto e ad allenare le sue capacità cognitive affinchè diventino sempre più importanti e ci possano servire anche in altri momenti della vita quotidiana.

Armati di cartone, cartoncini, spaghi, carta crespata di vari colori, palline, pennarelli e biadesivo abbiamo a poco a poco creato, decorato e riempito la nostra box che permetterà al felino di casa di scovare piccoli oggetti nascosti all’interno – nella “tana” – osservandoli dai fori, riconoscendoli con i polpastrelli, l’udito e l’olfatto. I materiali scelti per costruire la Scatola Sensoriale sono stati opportunamente selezionati per evitare incidenti legati all’ingestione da parte del gatto. Il filo utilizzato per creare le decorazioni di cartapesta, per esempio, era di iuta, una fibra tessile naturale.

Tanta la fantasia presente nel gruppo di partecipanti e alla fine il grande risultato: tutti avevano il loro magnifico trofeo da portare a casa per il divertimento del proprio gatto e perché no anche di loro stessi!

Mazzucchi Carmì
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