HANSEN

I VIAGGI DI GIADA
Un paradiso terrestre per ricci
An earthly heaven for hedgehogs

IMG_2167

EDITORIA/VIAGGI – Continua la “saga” di Giada e i suoi affascinanti viaggi alla scoperta del mondo…degli umani… e anche degli animali.

GiadaGiada è la simpatica cagnolina, protagonista con Crystal, l’altro suo amico a 4 zampe, del libro per bambini “Crystal and Jade” scritto dalla giornalista americana Claudia Flisi.
Giada accompagna spesso la sua mamma umana, Claudia, in viaggi di piacere e a volte anche di lavoro e ama raccontare le sue osservazioni del mondo dal punto di vista “canino”, spesso basato su curiose e azzeccate “sniffate di naso”!

Il suo nuovo viaggio di cui è stata protagonista questa volta è l’escursione per visitare “LA NINNA” un Centro di Recupero per Ricci situato in Piemonte, a Novello in provincia di Cuneo.
Le osservazioni acute di Giada ci porteranno a conoscere un luogo più unico che raro e animali quasi dimenticati, i ricci, che un veterinario eccezionale ha deciso da alcuni anni di prendersene cura a vita.

In anteprima in Italia per Animal Glamour, il Reportage di Giada scritto in inglese da Claudia Flisi: “An earthly heaven for hedgehogs”. “Un Paradiso terrestre per i ricci” – nella versione in italiano che riportiamo di seguito tradotta per l’occasione da Carmì Mazzucchi.

UN PARADISO TERRESTRE PER RICCI

La mia mamma umana mi disse che avremmo incontrato un nuovo tipo di animale in Piemonte. Dovevo comportarmi bene, avvertì, perché i cani non sono amichevoli con queste altre creature e possiamo pagare un prezzo pungente per la nostra invadenza.

La nostra destinazione era il Centro Recupero Ricci “La Ninna” a Novello, un villaggio a circa 40 chilometri a nord-est di Cuneo. Non sapevo cosa fossero i “ricci”, ma mia madre mi disse che anni fa ne avevo incontrato uno vicino a Mantova. Non ricordavo però perché mi avesse trascinato via prima che mi fossi avvicinata troppo.

Il viaggio in macchina ci portò a circa due ore dalla nostra casa a nord di Milano.
Novello è una piccola comunità collinare di strutture in pietra tozza, tetti in tegole di terra bruciata e torri quadrate. Le sue origini sono romane, quindi parcheggiare sulle strade strette fu impegnativo. Mia madre parcheggiò vicino a un caffé e camminammo per un isolato lungo un edificio di tre piani risalente al 1700. Aveva una porta di legno e una placca di metallo su cui era inciso il nome, Centro Recupero Ricci “La Ninna”.

Persino dall’esterno, sentivo nuovi odori affascinanti – terrosi, pungenti, leggermente acri. Quando la porta si aprì, ci trovammo in una stanza affollata di gabbie accatastate che ospitavano palle nere irte e un uomo di spalle seduto a un tavolo. Stava dando a una pallina nera della purea beige con un cucchiaio di metallo. Il ripiano del tavolo (o forse era una scrivania) era coperto da un asciugamano, una buona idea perché metà della purea era atterrata lì.

L’uomo era il dottor Massimo Vacchetta, il veterinario che ha fondato questo centro, il primo in Italia, nel giugno 2014. È alto e magro, un ragazzo di circa 50 anni, assomigliante all’attore Hugh Laurie, che fa un dottore in televisione.
Il dottor Vacchetta ci presentò a Musetta, il riccio che stava alimentando a mano; dovevo mantenere le distanze. Musetta, spiegò, non poteva mangiare da sola perché il suo naso era stato tagliato da un tagliaerba.
Musetta
“Quando arrivò qui a giugno 2017″, ha spiegato il dottore, “stava sanguinando e stava male. Le diedi degli antibiotici e decisi di eutanizzarla il giorno dopo. Ma lei aveva voglia di vivere, anche se mangiare era una sfida essendo senza naso. Dovetti darle da mangiare come sto facendo ora. Poi le pratico i massaggi shiatsu, la sfrego dietro l’orecchio e lei si addormenta”.

Musetta ha ora due anni (sono circa 15 anni per un cane, ma 25 anni circa per un riccio), e prospera con le sue poppate e i massaggi. Lei è uno degli 80 ospiti attuali al santuario, tutti ad eccezione di due sono degli “erinaceus europeus”, il riccio comune europeo. Molti di loro sono orfani, sottopeso, abbandonati o feriti. Alcuni sono stati feriti dai cani (sì, non andiamo molto d’accordo) ma il loro nemico principale sono gli umani.

Al centro vengono curati e poi liberati in primavera. Questo tempismo è dovuto al fatto che i ricci vanno in letargo in inverno, quando il cibo scarseggia e le temperature scendono sotto i 10°C. Liberare un riccio in inverno equivale a una condanna a morte. Così il dottor Vacchetta li mantiene caldi e nutriti durante i mesi freddi e li lascia andare in giro ad aprile. Trova un posto in Piemonte dove ci siano molti insetti, acqua fresca, ombra, siepi, e altri ricci naturalmente, e poche strade, piscine (i ricci cadono dentro e non possono più uscire), umani ostili o cani vagabondi.

Prima di rilasciare i suoi pazienti, il Dr. Vacchetta li acclimatizza all’indipendenza lasciandoli all’esterno in grandi recinti (protetti dai predatori randagi) per un paio di settimane, per assicurarsi che possano procurarsi gli insetti e creare le proprie “case”. Questa primavera si aspetta di liberarne circa 50.
DSC_3862
Altri, tuttavia, come Musetta, sono animali con “bisogni speciali” che chiameranno il centro ‘casa per la vita’. Abbiamo incontrato Ditina, nata senza gambe posteriori, e due fratelli con problemi di mobilità dopo un attacco di meningite. Gli altri sono ciechi o mancano delle estremità a causa di giardinieri incuranti. Il Dr. Vacchetta dà un nome a tutti e li tratta con dignità. In estate si godono la vita all’aria aperta in aree recintate per tenerle al sicuro, e in inverno rimangono al coperto per il letargo in tutta comodità.

Mia madre non aveva controllato le serrature nel cortile sul retro perché Jack e Lily erano lì. Jack e Lily sono i due cani del dottore, e Lily in particolare non era entusiasta della mia presenza. Il dottor Vacchetta disse che tiene sempre i suoi cani separati dai ricci perché sono nemici naturali. Tuttavia, gli ospiti del centro sono abituati all’odore dei cani residenti. Anche se quando sono arrivata, ho causato ai ricci un ulteriore stress e molti di loro si sono accartocciati per reazione alla sottoscritta.

Mia madre non toccò nessun riccio per lo stesso motivo. Sono stressati dagli odori strani. I vari volontari che aiutano il Dottor Vacchetta al centro indossano i guanti e sanno quali animali possono essere toccati e quali dovrebbero essere lasciati in pace. A parte le spine acuminate, i ricci hanno un forte morso fino a 44 denti. Il veterinario li ha ricevuti questi morsi “molte volte”.

Visitammo i piani superiori del centro, dove ogni ospite ha un recinto e un’abitazione individuale. A differenza dei cani, i ricci sono creature solitarie e notturne. Non abbiamo visto il piano terra perché era stato trasformato in un ospedale per ricci che dovrebbe diventare operativo questa primavera.

Mia mamma chiese il perchè del nome del centro “La Ninna”. Il Dr. Vacchetta le raccontò la storia del riccio che aveva trasformato la sua vita nel 2013. Fino ad allora era stato uno specialista di bovini, ma quando incontrò Ninna, piccola, indifesa e di una settimana, in una piccola clinica di animali, fu scosso. Molti mesi di alimentazione manuale ogni tre ore salvarono la vita di Ninna e cambiarono la sua. Quando liberò Ninna più di un anno dopo, aveva deciso di dedicare le sue energie a salvare quanti più ricci possibile.

Il suo centro sopravvive grazie alle donazioni dal suo sito web (www.lacasadeiricci.org/2016/), dalla pagina Facebook (https://www.facebook.com/search/str/center+recupero+ricci+la+ninna/keywords_search) e dalle vendite di un libro best-seller su Ninna e la nascita del centro.
25 grammi di felicità
“25 grammi di felicità” (A handful of happiness) è stato pubblicato in oltre 60 paesi e in dozzine di lingue, tra cui inglese, francese, tedesco, giapponese, spagnolo, svedese e portoghese. Sono rimasta davvero colpita, visto che il mio libro (www.facebook.com/crystalandjadethebook/) non è andato così bene. Forse alla gente piace leggere sui ricci? Forse quei faccini carini e lunghe lingue rosa sciolgono i cuori umani? O forse è che sono così piccoli e indifesi contro i pericoli umani che gli umani stessi devono intervenire e dare loro una mano.

Non avendo una mano, ho prestato una zampa — non abbaiando, non ringhiando, non avvicinandomi troppo ai pazienti del dottore. Se prometti di fare lo stesso, anche tu puoi visitare il centro. Devi prendere accordi in anticipo. Scrivi a ninnaeisuoiamici@libero.it o chiama il +39 337 352301.

DSC_4724

AN EARTHLY HEAVEN FOR HEDGEHOGS

My human mom told me we were going to meet a new kind of animal in Piedmont. I had to be on best behavior, she said, because dogs are not friendly to these other creatures, and we can pay a prickly price for our intrusiveness.

Our destination was Centro Recupero Ricci “La Ninna” in Novello, a village about 40 kilometres northeast of Cuneo. I didn’t know what “ricci” (hedgehogs) were but my mom told me I had encountered one near Mantova years ago. I didn’t remember because she had pulled me away before I got too close.

The car ride took us about two hours from our home north of Milan.
Novello is a tiny hillside community of squat stone structures, burnt sienna tile roofs, and squared towers. Its origins are Roman, so parking on the narrow streets was challenging. My mom parked near a caffé and we walked a block to a three-story building dating from the 1700s. It had a wooden door and a metal plaque on which the name, Centro Recupero Ricci “La Ninna”, was engraved.

Even from the outside, I could smell fascinating new odors – earthy, pungent, slightly acrid. When the door opened, we found ourselves in a room crowded with stacked cages hosting bristling black balls, and a man sitting at a table with his back to us. He was feeding one small black ball a beige puree with a metal spoon. The tabletop (or maybe it was a desk) was covered by a towel, a good idea because half of the puree landed there.
IMG_9525
The man was Dr. Massimo Vacchetta, a veterinarian who founded this center, Italy’s first, in June 2014. He is tall and slender, a boyish 50 or so, and resembles the actor Hugh Laurie, who plays a doctor on television. Dr. Vacchetta introduced us to Musetta, the hedgehog he was hand-feeding; I had to keep my distance. Musetta, he explained, could not eat by herself because her nose had been cut off by a grass cutter.

“When she came here in June 2017,” explained the doctor, “she was bleeding and in bad shape. I gave her antibiotics and decided to euthanize her the next day. But she had the will to live, though eating was a challenge without a nose. I had to feed her as I am doing now. Then I give her shiatsu massages, rubbing behind her ear, and she goes to sleep.”

Musetta is now two years old (about 15 in dog years but 25 or so for a hedgehog), and is thriving on her feedings and massages. She is one of 80 current guests at the sanctuary, all but two of which are erinaceus europeus, the common European hedgehog. Most of them are orphans, underweight, abandoned, or injured. Some were wounded by dogs (yeah, we don’t get along very well) but their main enemy is humans.

At the center they are treated and then liberated in the springtime. This timing is because hedgehogs hibernate in the winter, when food is scarce and temperatures drop below 10 °C. Freeing a hedgehog in the winter is tantamount to a death sentence. So Dr. Vacchetta keeps them warm and nourished during the cold months and lets them go around April. He finds a place in Piedmont where there are plenty of insects, fresh water, shade, hedges of course, and few roads, swimming pools (hedgehogs fall in and can’t get out), unfriendly humans, or roaming dogs.

Before releasing his patients, Dr. Vacchetta acclimatizes them to independence by leaving them outside in large enclosures (fenced to protect them from stray predators) for a couple of weeks, to make sure they can forage for insects and create their own “homes”. This spring he expects to free about 50 hedgehogs.

Others, however, like Musetta, are “special needs” animals that will call the center home for life. We met Ditina, born without rear legs, and two siblings with mobility issues after a bout with meningitis. Others are blind or lacking extremities because of careless gardeners. Dr. Vacchetta gives a name to every one and treats them with dignity. In the summer they enjoy the outdoors in fenced areas to keep them safe, and in the winter they remain indoors to hibernate in comfort.

My mom didn’t check the enclosures in the back yard because Jack and Lily were there. Jack and Lily are the doctor’s two dogs, and Lily in particular was not enthused by my presence. Dr. Vacchetta said that he always keeps his dogs separate from the hedgehogs because they are natural enemies. Still, the center’s guests are used to the smell of the resident canines. Instead,
when I arrived, I caused the hedgehogs extra stress and several of them curled up as a reaction to me.

My mom didn’t touch any hedgehogs for the same reason. They are stressed by strange odors. The various volunteers who help Dr. Vacchetta at the center wear gloves and know which animals can be touched and which should be let alone. Aside their sharp spines, hedgehogs have a strong bite and up to 44 teeth. The vet has been at the receiving end of those teeth “many times”.

We visited the upper floors of the center, where each guest has an individual enclosure and dwelling. Unlike dogs, hedgehogs are solitary, nocturnal creatures. We didn’t see the ground floor because it is being transformed into a hedgehog hospital that should be operational this spring.

My mom asked about the name of the center, “La Ninna”. Dr. Vacchetta told her the story of the hedgehog that had transformed his life in 2013. He had been a bovine specialist up till then but when he met Ninna, tiny, defenseless, and one week old, at a small animal clinic, he was smitten. Many months of hand-feedings every three hours saved Ninna’s life and changed his. By the time he liberated Ninna more than a year later, he had decided to devote his energies to saving as many hedgehogs as he could.

His center survives on donations from its website (www.lacasadeiricci.org/2016/) and Facebook page (https://www.facebook.com/search/str/center+recupero+ricci+la+ninna/keywords_search) and a best-selling book about Ninna and the birth of the center.
25 grammi di felicità
“25 grammi di felicità” (A handful of happiness) has been published in more than 60 countries and dozens of languages, including English, French, German, Japanese, Spanish, Swedish, and Portuguese. I was really impressed because my book (www.facebook.com/crystalandjadethebook/)
hasn’t done nearly as well. Maybe people like reading about hedgehogs? Maybe those cute little faces and long pink tongues melt human hearts? Or maybe it’s that they are so small and defenseless against human dangers that humans themselves have got to step in and lend a hand.

I lent a paw by not barking, not growling, not getting too close to Dr. Vacchetta’s patients. If you promise to do the same, you too can visit the center. You must make arrangements in advance. Write to ninnaeisuoiamici@libero.it or call +39 337 352301.

Crediti Foto con i ricci: Enrico Chiavassa e Centro Recupero La Ninna.
Crediti foto Dr. Vacchetta cleaning the enclosures for the hedgehogs’ winter hibernation quarters: Claudia Flisi

facebookfacebook