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Condanna esemplare al serial killer dei gatti, un inizio ma c’è ancora tanto da fare

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CRONACA – Un uomo di 43 anni di Trescore Balneario si divertiva a torturare e uccidere gatti reperiti su internet e poi ne postava le foto col telefonino alle persone che glieli avevano ceduti. L’accusa di maltrattamento e uccisione di animali gli è valsa la condanna a 3 anni e 6 mesi e, in più, il giudice ha stabilito che al termine della pena l’uomo resti in libertà vigilata per due anni. La condanna è addirittura maggiore di quella richiesta dal pm, di un anno e quattro mesi di reclusione. L’uomo era già stato condannato lo scorso dicembre a 2 anni per stalking. Ci si augura che la pena inflitta a quello che è stato definito il “serial killer dei gatti” faccia giurisprudenza: infatti il giudice ha comminato al colpevole oltre il doppio degli anni chiesti dalla Procura.
«È una delle condanne più alte inflitte in Italia per reati contro gli animali. Certo, non è mai abbastanza per chi si macchia di delitti contro gli esseri viventi», ha dichiarato Diana Lanciotti, fondatrice del Fondo Amici di Paco, l’associazione per la tutela degli animali da lei fondata e impegnata da 20 anni a diffondere i valori dell’amore e del rispetto verso gli animali. «Però è un inizio, un segnale che la sensibilità verso gli animali e la volontà di tutelarli stanno prendendo piede anche nelle aule giudiziarie. Un primo passo, si spera, verso una maggiore attenzione verso il valore della vita di tutte le specie viventi, che ci auguriamo diventi esempio per tutti i giudici che da oggi si ritroveranno ad affrontare casi analoghi, dove la vita degli animali è calpestata e addirittura le sofferenze inflitte da certi delinquenti sono… condivise sui social. Sarebbe auspicabile una pena di tipo rieducativo, come i lavori forzati, ovviamente sotto stretto controllo, in qualche gattile o canile.»

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