Le truppe degli animali sminatori

GEOPOLITICA – Ogni anno 26.000 persone vengono uccise da mine e da ordigni inesplosi, dei quali il 90% delle vittime sono civili di cui il 20% bambini, una vittima ogni 20 minuti da qualche parte nel mondo. Spesso fra le vittime delle mine ci sono anche gli animali, da compagnia o da allevamento e di tanto in tanto anche cani sminatori addestrati proprio per scovarle.

Lo scorso aprile la BBC riportava la notizia della decorazione militare postuma di Sasha, giovane labrador di 4 anni, cane sminatore dell’Esercito Britannico ucciso in Afghanistan nel 2008 accanto al suo trainer, il Caporale Kenneth Rowe.
Sasha è il 65° e ultimo dei cani soldato di Sua Maestà ad essere stato insignito della PDSA Dickin Medal, la versione animale della Croce Vittoria, per aver salvato la vita di un grande numero di soldati e civili. Prima di lui, altri due cani sminatori, Sadie e Treo, sono stati insigniti della stessa onorificenza per aver individuato pericolosi ordigni esplosivi in Afghanistan nel 2005.

Durante la Seconda guerra mondiale era in uso lanciare mute di cani su un terreno sospetto di contenere mine antiuomo per bonificarlo prima di un assalto di fanteria. Oggi, per avvicinarsi agli ordigni inesplosi da far brillare, gli artificieri usano dei piccoli robot telecomandati, ma sono tuttavia poco maneggevoli, molto costosi, spesso imprecisi e altrettanto spesso si inceppano. Alla fine, per stessa ammissione degli sminatori, la miglior risposta sembrano essere ancora le unità cinofile. Usando gli apparati tecnologici, gli artificieri sono in grado di scoprire il 50% degli ordigni, mentre se fanno intervenire i cani la percentuale sale all’ 80%.
In Afghanistan, una delle “pattumiere militari mondiali” coperte da milioni di mine anticarro e antiuomo, da trappole esplosive e centinaia di migliaia di Ordigni Bellici non Esplosi (UXOs) fra i quali le temibili Cluster Bombs o bombe a grappolo, nel 1989 fu fondato dai tedeschi a pochi chilometri dal palazzo presidenziale di Kabul il “Mine Detection and Dog Center” (MDC) che da subito iniziò ad affrontare i problemi di bonifica del territorio afgano utilizzando i cani.
Secondo le ultime rilevazioni del dicembre 2013 riportate dalla stampa operano nel centro circa 1500 persone fra tecnici specializzati e staff di supporto, 270 cani, alcuni di essi operativi, altri sotto training e sei macchine sminatrici. Esiste anche un servizio che si occupa dell’accoppiamento dei cani che interviene sia a livello veterinario sia medico.
“I cani possono scovare le mine più velocemente degli uomini” – spiegava il capo istruttore Abdul Jabar Baser a un corrispondente dell’AFP (Agence France Press). “..e sono in grado di fiutare esplosivi fino a 13 centimetri di profondità e persino mine di plastica che i metal detectors non potrebbero scovare. Inoltre possono apprendere ogni cosa che Tu gli insegni.”
Secondo quanto riferito dall’AFP, il centro MDC, che istruisce anche cani per la polizia e l’esercito afgano, utilizza soprattutto cani pastore tedeschi e pastori belga . I cani vengono allenati a camminare e a fiutare gli esplosivi in linea retta. Quando il cane trova la mina, si siede accanto, guarda il suo istruttore e aspetta fino a quando gli impartisce l’ordine di ritornare. Il cane fiero ritorna e riceve una pallina come riconoscimento del suo lavoro e ci gioca fino a quando il team di sminatori ha rimosso e fatto brillare la mina.
I cani sminatori possono lavorare per circa otto anni e poi vengono pensionati; spesso vengono dati in adozione come animali da compagnia.

Capita pero che i cani, senza togliere loro alcun merito sul prezioso lavoro che svolgono nei territori di guerra, ogni tanto saltino in aria per colpa di una mina. Da circa una quindicina d’anni è venuta in aiuto a uomini e cani la squadra degli HeroRats, i criceti giganti del Gambia (Cricetomys gambianus) che, ben addestrati e con un fiuto infallibile, sono in grado di perlustrare 200 metri quadrati di area minata in un’ora, una superficie che agli uomini richiederebbe almeno quindici giorni di lavoro. Contrariamente ai cani sono anche animali troppo leggeri (1,30 Kg x 35 cm di lunghezza) per far detonare una mina, facili ed economici da allevare perché possono adattarsi ad ogni tipo di clima e di suolo.
A scoprire il loro fiuto e ad avere l’idea di utilizzarli come animali sminatori è stata un’organizzazione governativa belga, la Apopo, che nel 1997 iniziò ad addestrare questi roditori intelligentissimi e a sperimentarli sul campo. Agli animali è stato insegnato ad associare l’odore dell’esplosivo TNT (Trinitrotoluene) a quello delle banane o delle noccioline, di cui sono particolarmente ghiotti, e ogni volta che trovano un ordigno, ricevono un premio in cibo dall’addestratore. Gli HeroRats sono stati utilizzati soprattutto in Tanzania e in Mozambico, dove si stimava fossero rimaste a terra, dalla guerra civile, più di un milione di mine anticarro e antiuomo.

Nel frattempo alcuni ricercatori dell’Università del Montana in collaborazione con i Laboratori americani Sandia hanno iniziato ad ammaestrare sciami di api utilizzando gli stessi principi dell’addestramento di cani e criceti anti-mine. Le api sciamano nelle aree in cui l’odore dell’esplosivo è presente e seguendo i loro spostamenti è possibile tracciare una mappa delle aree contaminate con un’ affidabilità testata del 92% dei casi. Il vantaggio è che anche le api si adattano a ogni clima e non necessitano di equipaggiamenti da milioni di dollari. Fonte la rivista internazionale di geopolitica EAST.

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