Churchill amava i gatti

STORIA – Churchill amava soprattutto i gatti, ne ha sempre avuto uno, se non due” raccontava di lui Grace Hamblin, la segretaria di Churchill e di sua moglie Clementine dal 1932 al 1965.
Del suo rapporto affettuoso con i gatti ci sono moltissimi riferimenti specifici nelle biografie, nella sua corrispondenza personale e negli innumerevoli testi custoditi al Churchill Archives Centre di Cambridge.
William Manchester, uno dei biografi dello statista, riportò una buffa storia su uno di loro, Mickey, nel volume The Last Lion, Vol. II:
“Churchill stava parlando al telefono con il Lord Chancellor – il Ministro della Giustizia – quando Mickey incominciò a giocare con il filo del telefono. Lo statista strillò: ‘Get off the line, you fool! – Molla la linea, cretino!’ Resosi conto dell’errore e rivolgendo di nuovo la sua attenzione all’interlocutore umano disse: ‘Not you! – Non Lei!’. In seguito si scusò con il gatto, cosa che non fece mai con gli uomini e il giorno dopo a colazione poté annunciare al suo maggiordomo: ‘My Mickey came to see me this morning. All is forgiven. – Il mio Mickey è venuto a trovarmi stamattina. Tutto è perdonato.’”
Ma il gatto più famoso che Churchill ebbe in tempo di guerra fu un grande micio grigio di nome Nelson. Secondo un corrispondente americano, Quentin Reynolds, il Primo Ministro spiegò agli ospiti a una cena che: “Nelson è il gatto più coraggioso che abbia conosciuto. Lo vidi una volta cacciare un grosso cane dall’Ammiragliato. Decisi allora di adottarlo e di chiamarlo come il nostro grande Ammiraglio.”
CatsJock6_2854209kDi tutti i gatti del leader britannico, il più importante è stato l’ultimo, un bel gatto rosso tigrato con le zampette e il petto bianchi chiamato Jock, dal nomignolo di Sir John Colville, il suo segretario particolare, che glielo aveva regalato per il suo ottantottesimo compleanno.
Churchill e Jock vissero insieme solo due anni prima della morte dello statista il 24 gennaio del 1965, all’età di novant’anni. Lui era così particolarmente attaccato a quel gatto da tenerlo sempre in grembo, persino nelle foto formali del matrimonio del nipote. Jock era seduto sul suo letto quando Churchill morì nella sua casa di Londra. Il felino fece parte della famiglia vivendo nella villa di Chartwell, nel Kent, fino alla sua stessa morte nel 1974, quando fu tumulato nel cimitero degli animali della proprietà.
La stupenda villa di Chartwell, alla morte di Churchill, fu lasciata al governo inglese ed è diventata monumento nazionale. Le stanze sono oggi più o meno come al tempo in cui lui le visse, con quadri, libri e documenti personali che evocano la sua carriera e i suoi interessi.
Anche Jock è sempre lì. Per volere dello stesso Churchill, un Jock – un ginger cat, rossiccio con zampette e petto bianco – che porti il nome dell’illustre predecessore felino dovrà essere presente a Chartwell per sempre.
Da allora vari gatti rossicci tigrati hanno vissuto a Chartwell: Jock II dormiva in casa durante il giorno e usciva di notte a perlustrare il giardino; Jock III, un bellissimo gatto, dal temperamento aggressivo, nei giorni di sole amava dormire sui fiori. Nel 2008 si installò nella residenza Jock IV, ma morì solo due anni più tardi. Dal novembre 2010 ci vive Jock V, un micio bianco e rosso donato dall’Associazione protezione animali inglese. Vive nella parte più alta della casa con il direttore della residenza, Alice Martin, coccolato da tutti; pare ami molto l’acqua e non perda l’opportunità di saltare nelle pozzanghere.
Dall’inizio dell’anno Jock V è andato a vivere in Scozia con la sua padrona e a marzo 2014 si è insediato Jock VI, un altro bel gatto rosso donato dai Samaritani animalisti di Croydon e adottato dalla nuova direttrice della casa e annessi archivi, Katherine Barnett.
Fonte: estratto dall’articolo di Carmi Mazzucchi “Il gatto di Churchill” pubblicato sulla rivista di geopolitica EAST di maggio/giugno 2014.

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