I cani sono i più vecchi amici dell’uomo e ora forse possiamo anche sapere cosa pensano di noi.

SCIENZA/ATTUALITA’ – Ci sono tre tipi di persone nel mondo: coloro che amano i gatti, le persone che amano i cani e quelle che non amano vivere con gli animali. E’ sempre stato in questo modo per migliaia di anni, da quando il primo lupo e il primo gatto selvatico andarono a sniffare intorno alle case dell’uomo per trovare un facile pasto e un giaciglio riparato.
In questi giorni gli scienziati hanno detto che i gatti vivevano con l’uomo in Cina già 5.300 anni fa. Erano i benvenuti nella case perchè cacciavano i topi nei granai e siccome non mangiavano i cereali gli uomini hanno cominciato a nutrirli in cambio della loro guardia.
Secondo gli studi sulla relazione dei gatti con l’uomo della “National Academy of Science” i Faraoni possedevano i loro micioni già 4.000 anni or sono e hanno scoperto che un gatto selvatico viveva con l’uomo già 10.000 anni fa sull’isola di Cipro. Ma i gatti sono dei novellini comparati ai cani. Secondo Science sembra che i lupi siano diventati i migliori amici dell’uomo in Europa più di 32.000 anni fa.
L’uomo e i cani divennero un team quando i lupi incominciarono a nutrirsi delle carcasse lasciate indietro dai cacciatori. Col tempo i lupi addomesticati hanno aiutato la caccia o protetti i loro padroni – e sono stati premiati con avanzi dalla tavola del cavernicolo.
L’avvicinamento all’uomo è stato ulteriormente facilitato dai lupi che hanno un’innata abilità a comprenderlo. Infatti i ricercatori Austriaci in “Frontiers In Psychology” hanno spiegato che i lupi sono in grado di leggere le informazioni visive dall’uomo. Inoltre i cani possono riconoscere il viso dei loro padroni. Secondo una ricerca finlandese sulla cognizione degli animali che si basava sul mostrare a cani domestici immagini di uomini e altri cani, questi si animavano quando vedevano cani conosciuti, padrone e padroni e non prestavano alcuna attenzione a visi sconosciuti.
Ma i giorni in cui ci si chiede a cosa stanno pensando i nostri cani sembrano giunti al termine. Un gruppo di Scienziati Svedesi con l’aiuto di “No More Woof” una specie di auricolare molto sofisticato, sono riusciti a tradurre le onde cerebrali di un cane in parole. Fonte Daily and Sunday Express.
Se il mio cane fosse persuaso ad indossare questi speciali auricolari credo che primariamente avrebbe solo due pensieri in testa: “Dammi qualcosa da mangiare” e “toglimi questi vestiti”. Due pensieri poco originali ma col tempo potremmo anche scoprire che sanno leggere le nostre sofferenze o le nostre gioie e darci utili consigli!

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