Gatto o tigre nel giardino?

EDITORIA – “Dio ha creato il gatto per dare all’uomo il piacere di accarezzare una tigre!“(Fernand Méry). O non sarà piuttosto vero che Dio ha creato l’uomo per dare al gatto il piacere di fare ciò che sa fare meglio, e cioè mostrarsi libero e indipendente?
Stare vicini ad un gatto significa condividerne la grazia e non si contano gli artisti, musicisti e scrittori che nel corso dei secoli si sono lasciati ispirare dalle movenze felpate e dallo sguardo enigmatico dei felini. Proprio a questo interminabile repertorio attinge il libro di Carl Van Vechten, “Una Tigre in casa”; un classico pubblicato nel 1922 che racconta al lettore dozzine di aneddoti, riportando altrettante testimonianze e spigolature a proposito dei gatti di ogni epoca e luogo. Come si legge in copertina, “ogni amante dei gatti dovrebbe possedere questo libro”.

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God made the cat in order that man might have the pleasure of caressing the lion.” (Fernand Méry). Or might it not instead be true that God made man in such a way as to give cats the pleasure of doing what they do best, that is, to live in freedom and independence?
One way or the other, living with a cat means sharing their grace, a theme of artists and writers through the centuries who have been inspired by the elegance of movement and enigmatic mien of these animals.
The note above is dedicated to the publication of an Italian translation of a classic book for cat lovers, “The Tiger in the House” (1922), by the American writer and photographer Carl Van Vechten. It’s a text that should be read by anyone who loves felines.

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