DUBAI, cani e gatti randagi lasciati a morire o avvelenati mentre si prepara l’Expo. La petizione mondiale di OIPA International

CRONACA – La strage di cani e gatti a Dubai non si ferma: le disposizioni in vigore sono rimaste invariate nonostante la mobilitazione internazionale. Continua dunque a essere proibito alimentare i randagi e le associazioni non possono più operare poiché sono state sospese le autorizzazioni. A questo metodo di uccisione si è aggiunto l’avvelenamento.

La petizione online lanciata da Oipa International ha superato le 13 mila firme. Tramite il sito dell’associazione si può firmare e anche inviare direttamente un’email di protesta alla municipalità di Dubai.

«Da settembre a oggi abbiamo scritto non solo alla municipalità di Dubai, ma anche al Ministero del Clima e dell’Ambiente (MOCCAE), all’Autorità di sviluppo (CDA), alle società di disinfestazione di cui si seve la municipalità, allo sceicco Hamdan Bin Ahmed Al Maktoum, alla Segreteria della ministra Reem Al Hashimy, direttore generale dell’Expo Dubai cui abbiamo ribadito che l’organizzazione dell’evento non può essere complice di questo crimine», spiega Valentina Bagnato, responsabile dell’Ufficio relazioni internazionali dell’Oipa International. «Se la strage non sarà fermata, Dubai, uno dei più grandi simboli di modernità globale, progresso, innovazione, opportunità, ambiente multietnico e multiculturale, sarà ricordata in futuro come luogo di morte di migliaia esseri innocenti».

Il tema dell’Expo di Dubai, che inizierà il 21 ottobre 2021, è Connecting Minds, Creating the Future. L’Oipa ritiene che il futuro debba basarsi sulla celebrazione e il rispetto per ogni forma di vita. L’evento è per Dubai un’opportunità unica e irripetibile per ispirare molte altre città e nazioni, speriamo anche sul tema del rispetto per gli animali. Attendiamo un riscontro immediato alla richiesta di associazioni e cittadini d’interrompere la strage degli animali che per ora non si è fermata.

«L’Ufficio stampa dell’Expo ci ha risposto rimandandoci all’ufficio stampa della municipalità di Dubai ma, a oggi, non ci è giunta alcuna risposta dalla municipalità, mentre a loro volta MOCCAE, CDA ed EXPO ci hanno rinviato alla municipalità, lavandosene le mani» aggiunge Valentina Bagnato. «Restiamo in contatto con l’ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti, Nicola Lener, e anche con il Commissariato Generale dell’Italia per Expo 2020 Dubai. Il nostro impegno per la salvezza degli animali di Dubai non si ferma. Nel frattempo, chiediamo a tutti la massima partecipazione e diffusione della nostra protesta telematica».

Carmì Mazzucchi

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