Animal Equality: le dichiarazioni choc di un ex dipendente di uno dei più grandi macelli di Francia

CRONACA – Animal Equality ha rilasciato l’8 ottobre scorso un’intervista realizzata con Mauricio García Pereira, ex dipendente di uno tra i più grandi macelli in Francia, e autore di un libro sulla sua esperienza all’interno di questi luoghi.
Mauricio ha assistito per 7 anni a violenze indicibili nei confronti degli animali, immagini che lo torturano negli incubi ancora oggi. Nell’intervista racconta di aver spesso assunto droga e alcol per resistere al dolore, una prassi comune a tutti i dipendenti del macello.
Mauricio, profondamente colpito dagli episodi di violenza e dagli abusi sugli animali, ha chiesto, senza successo, spiegazioni a colleghi, veterinari e allevatori, e un giorno ha deciso di indossare una telecamera nascosta e filmare sotto copertura ciò che era costretto a vedere ogni giorno, con il supporto dell’organizzazione francese per i diritti animali L214.
Nelle immagini di Mauricio si vedono, tra le altre crudeltà:

Mucche macellate incinte
Feti buttati nella spazzatura
Animali maltrattati brutalmente e abusati
Vitellini strappati alle madri

La denuncia di Mauricio è stata un vero caso mediatico in Francia, e la sua esperienza è diventata anche un libro: “Maltrato animal, sufrimento umano” (Maltrattamento animale, sofferenza umana).
Animal Equality ha intervistato Mauricio, che ha raccontato episodi strazianti vissuti all’interno del macello, un luogo dove è difficilissimo entrare e vedere nella sua interezza.
Questa storia è un chiaro esempio di come il sistema dei macelli sia da riformare completamente. La testimonianza di Mauricio sulle atrocità dei macelli si somma a quelle raccolte negli anni dagli investigatori di Animal Equality, che si espongono consapevolmente a tanto orrore per denunciare e svelare al mondo ciò che avviene in quei luoghi.
Nel 2017 Animal Equality ha dato il via a un’importante campagna per chiedere l’applicazione di leggi più stringenti nei macelli italiani, come già avviene in altri paesi dell’Unione Europea.
In questi luoghi infatti, i controlli sono insufficienti e le leggi a tutela degli animali sono poche e inconsistenti.
La campagna ha superato 200.000 firme ed è rivolta al Governo italiano e chiede di introdurre telecamere a circuito chiuso per individuare abusi e maltrattamenti, la cancellazione delle deroghe allo stordimento e maggiori controlli da parte delle autorità.
Coloro che sono interessati a vedere il contenuto dell’intervista cliccare qui.
Per firmare la petizione cliccare qui.

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