Il Parlamento Europeo chiede stop al commercio illegale di cani e gatti

Close-Up Of Dog Sticking Out Tongue In Cage

ATTUALITA’/ECONOMIA – Il commercio illegale di animali domestici è purtroppo una triste realtà in Europa.
Secondo il Rapporto finale SANCO 2013/12364 – Study on the welfare of dogs and cats involved in commercial practices, si stima che ogni mese vengano scambiati tra i paesi dell’UE circa 46.000 cani, la maggior parte dei quali non è registrata. Una parte degli allevatori commerciali sta inoltre abusando della legislazione UE sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da compagnia (Regolamento (UE) n. 576/2013), per scambi di natura economica.

Per proteggere il benessere degli animali, i proprietari di cani e gatti e la salute pubblica, il Parlamento Europeo chiede un piano d’azione UE per porre fine al commercio illegale di animali da compagnia.
I deputati chiedono:

• un sistema comunitario obbligatorio per la registrazione di cani e gatti,
• una definizione UE degli impianti di allevamento commerciale su larga scala, noti come ‘fabbriche per cuccioli’,
• una migliore applicazione della normativa esistente e sanzioni più severe e
• di incoraggiare le persone ad adottare, piuttosto che acquistare, animali domestici.

Mercoledì 12 febbraio 2020, i deputati hanno adottato una risoluzione non legislativa per chiedere un’iniziativa contro il commercio illegale di animali da compagnia, che è causa di sofferenze per gli animali, di diffusione di malattie, e genera introiti elevati per la criminalità organizzata internazionale. La risoluzione è stata approvata con 607 voti favorevoli, 3 contrari e 19 astensioni. Pe vedere il testo della risoluzione clicca qui.

Carmì Mazzucchi

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