In Inghilterra se investi un gatto con l’auto non sei obbligato a denunciare il fatto! Inegualità da cancellare secondo Battersea Cats and Dogs Home

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CRONACA – Secondo un articolo apparso online due giorni fa sul quotidiano inglese The Telegraph, in Inghilterra ai sensi del Road Traffic Act 1988, i conducenti sono tenuti a fermarsi e denunciare di aver colpito o investito con l’auto un cavallo, del bestiame, un asino, un mulo, una pecora, un maiale, una capra o un cane, mentre i gatti non sono inclusi in questa legge.
Ciò significa che quando i gatti vengono uccisi sulla strada, i conducenti non sono legalmente obbligati a informare l’autorità locale, e di conseguenza i proprietari del micio possono trascorrere settimane senza sapere cosa è successo al loro amato animale domestico.

Battersea Cats and Dogs Home, un rifugio per animali che salva gatti e cani bisognosi di aiuto e si prende cura di loro fino a quando non si trova un proprietario o una nuova casa, dice che queste ineguaglianze nella legge sono ingiuste e chiede che i gatti vengano trattati allo stesso modo dei cani e di altri animali domestici e che coloro che colpiscono un felino sulla strada debbano essere tenuti a denunciarlo.

“Al momento, se qualcuno colpisce un gatto con la propria auto non ha l’obbligo di fermarsi e denunciare l’incidente. Pensiamo che questa legge debba cambiare. – hanno dichiarato i volontari di Battersea – “Questo cambiamento porterebbe tranquillità ai proprietari di gatti e vedrebbe la legge trattare i gatti con la stessa importanza degli altri animali.”

Secondo i dati di Highways England, si stima che ogni anno nella sola Inghilterra 8.000 gatti vengano uccisi in incidenti stradali e lasciati non segnalati.
Il Dipartimento inglese per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali (Defra) ha già in programma di imporre il microchip obbligatorio per i gatti, per contribuire a ridurre il furto di animali domestici, e ciò potrebbe anche favorire il cambiamento della legge in questione.

Sir Roger Gale, deputato di North Thanet e membro della Conservative Animal Welfare Foundation, ha dichiarato: “Sono pienamente favorevole alla campagna di Battersea. Non conoscere e passare ore alla ricerca di un animale domestico scomparso e molto amato provoca grande angoscia. “Contemporaneamente, ovviamente, gli animali devono essere microchippati in modo che il proprietario possa essere identificato e informato della morte”.

Il vice amministratore delegato di Battersea, Peter Laurie, ha dichiarato: “Questo è un curioso divario nella legge, ma che può essere facilmente risolto”.

In Italia cosa prevede il codice della strada in caso di investimento di un animale, che sia un cane o un gatto, un capriolo o una pecora e così via?
Il codice della strada italiano è tassativo: nel caso si investa un animale, che sia domestico come il cane o il gatto, protetto o da reddito, vige l’obbligo di fermarsi, prestare soccorso e fare in modo che scattino gli allarmi necessari all’intervento di operatori specializzati nel settore. Si può chiamare il Corpo Forestale dello Stato (1515), i Carabinieri (112), la Polizia di Stato (113), la Guardia di Finanza (117), le Polizie Municipali-Locali-Provinciali – Centralini Comuni e Province, i Servizi Veterinari Aziende USL, i Centri di recupero fauna selvatica e lo studio medico veterinario più vicino www.struttureveterinarie.it, anche con App da telefonino.
Sono previste multe per i trasgressori che vanno da 389 euro a 1.559 euro in caso di partecipazione diretta: anche per chi vede e non si ferma è giustamente prevista una multa, più ridotta, che va da 78 euro a 311 euro.

Carmì Mazzucchi

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