L’osteoartrite dei cani si combatte anche con un mangime complementare specifico

Somministrazione-semplice_DEF

SALUTE – Viviamo con un cane o un gatto e ogni giorno è sotto i nostri occhi, ci giochiamo, gli diamo da mangiare, lo coccoliamo ma nonostante tutto è spesso difficile capire se abbia o no un problema di salute. Ci sono patologie invalidanti che iniziano in sordina e non ci rendiamo conto della presenza se non a malattia conclamata, come ad esempio l’osteoartrite.
Una ricerca condotta da Vetoquinol su proprietari di cani e gatti ha fatto emergere come l’osteoartrite e i suoi sintomi siano spesso ignorati o addirittura non conosciuti, infatti il 56% degli intervistati ha ammesso di non sapere se il proprio animale ne soffrisse e solo il 21% ha confermato di conoscere che il proprio animale avesse questa sindrome.

L’osteoartrite è una patologia molto complessa che interessa le articolazioni del cane nella loro interezza. Uno dei suoi principali componenti è la “low-grade inflammation”, un’infiammazione di basso grado. Questa può comparire anche nei cani molto giovani e rimanere lì indisturbata poiché asintomatica (il problema c’è ma purtroppo non si vede). Quando compaiono i segni clinici (dolore, zoppia, inattività) siamo già in una fase intermedia.
Il problema dell’osteoartrite è che l’animale che ne è colpito prova dolore, un dolore che se non trattato può portare anche a alterazioni del comportamento. Studi scientifici riportano che il 20% dei cani sopra l’anno di età e l’80% dei cani con più di 8 anni soffrono di questa malattia.

Strettamente correlato alla salute delle articolazioni dei nostri animali c’è anche lo svolgimento di regolare attività fisica, che spesso va incentivata e stimolata proprio dal proprietario: qui invece, tutti gli intervistati, dovendo indicare su una scala da 0 a 10 il livello di “sportività” del proprio cane (dove 0 indica la sedentarietà), hanno risposto con un valore medio-basso (tra 0 a 6). Non si tratta di un segnale positivo, che si accompagna al 15% che ha dichiarato che il proprio animale è in “sovrappeso” (un terzo ne attribuisce la responsabilità proprio alla scarsa attività fisica): infatti, anche in questo caso viene chiamato in causa uno dei fattori che più mettono a rischio le articolazioni dei nostri animali, ovvero l’eccessivo peso.

A quel 21% che hanno confermato di avere l’amico a 4 zampe con l’osteoartrite è stato chiesto quale trattamento effettuassero: il 75% dei proprietari ha confermato di affidarsi a mangimi complementari; solo il 45%, invece, si basa su controlli periodici del peso o farmaci, come infiammatori e analgesici.

Il principale aspetto negativo dell’osteoartrite è il carattere di non regressività, anzi tende a peggiorare nel tempo se non si interviene.

Per gestire correttamente l’artrite nel cane, la terapia d’elezione è rappresentata da farmaci antinfiammatori, spesso associati a prodotti nutraceutici, il cui scopo è quello di supportare l’articolazione colpita. E’ importante non solo affidarsi ad un veterinario che sappia impostare una corretta terapia per il proprio cane, ma soprattutto agire preventivamente, impostando un piano alimentare corretto per una sua crescita armonica e per il suo sviluppo, e anche per la gestione del suo peso per tutta la vita.

L’osteoartrite è infatti più comune nei cani in sovrappeso, pertanto sottoporre il cane a una dieta può ridurre lo stress meccanico che viene posto sulle articolazioni: l’obesità e l’inattività che conduce sempre all’obesità possono portare all’usura più rapida dell’articolazione, a causa di una maggiore pressione esercitata sull’articolazione stessa. Incorporando un programma di perdita di peso nel piano di trattamento, si potrà ridurre la quantità di farmaci che il proprio animale dovrà assumere per il trattamento della patologia.

Insieme a una dieta rigorosa dovrebbe essere stabilito, inoltre, un piano di esercizio quotidiano: questo può aiutare a ridurre il peso mantenendo attiva la gamma di movimenti delle articolazioni e le masse muscolari. Gli esercizi a basso impatto, come camminare o nuotare, possono rafforzare le strutture di sostegno articolari, i muscoli, i legamenti, i tendini e le capsule articolari.

Infine, non dimenticate che per un cane affetto da osteoartrite è importante avere la possibilità di riposare su un giaciglio morbido e abbastanza grande da consentirgli di stiracchiarsi o dormire disteso, in un luogo caldo e non umido.

Trattandosi di una malattia cronica a tutti gli effetti, occorre gestirla come tale, a partire dagli screening precoci dal medico veterinario (sin dai 4 mesi di età del cucciolo). Pur non potendo prevenirla, esistono quindi tante possibilità per rallentarne l’evoluzione il più possibile; non parliamo di farmaci, ma di educazione al movimento, alimentazione corretta, fisioterapia.

L’azienda farmaceutica veterinaria Vetoquinol ha voluto osservare il problema con una prospettiva nuova, sovvertendo un pò le regole e gli approcci consueti. Hanno cercato un rimedio efficace e studiato per trovare la strada migliore per gestire l’osteoartrite. Hanno creato New Flexadin Advanced con UC-II° a base di ingredienti naturali come il collagene di tipo II non denaturato e la Boswellia serrata. Il prodotto favorisce la riduzione dell’infiammazione delle articolazioni, allevia il dolore, migliora la mobilità e rallenta il processo degenerativo dell’osteoartrite. La Boswellia serrata aiuta a ridurre l’infiammazione, gli Acidi grassi Omega-3 inseriti nella formulazione modulano l’infiammazione e la Vitamina E ha un’azione antiossidante. E’ altamente appetibile e facile da far assumere al cane, basta una tavoletta al giorno indipendentemente dal peso dell’animale e non presenta effetti collaterali.
New Flexadin Advanced con UC-II°, la cui efficacia è stata attestata scientificamente, è la nuova soluzione al problema dell’osteoartrite del cane, prima che si evolva in osteoartrosi.

Carmì Mazzucchi

facebookfacebook