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Collaborazione fra veterinari e allevatori è fondamentale per il benessere animale

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ATTUALITA’/SALUTE – La collaborazione fra veterinari e allevatori è fondamentale per soddisfare le richieste di benessere degli animali espresse dalla società. Questa è l’opinione degli oltre 100 esperti internazionali, provenienti da 17 Paesi, che si sono riuniti in occasione della 12esima edizione del “Forum di Esperti sul Benessere degli Animali d’Allevamento”, tenutosi a Praga dal 6 all’8 giugno scorso, promosso da Boehringer Ingelheim, leader mondiale nell’Animal Health.

Dal 2008 questo Forum richiama medici veterinari, produttori, promotori del settore per discutere delle ultime ricerche e dati, oltre che dei programmi futuri per migliorare il benessere degli animali d’allevamento, che sono fondamentali nella catena alimentare a livello globale.

Al Forum di quest’anno si è discusso se i “cittadini” esprimessero le stesse esigenze dei “consumatori”. La differenza fra i due cluster è stata evidenziata da Laura Higham di FAI Farms, che ha parlato di ‘movimento dei cittadini’ per indicare le scelte di consumo da parte di coloro che desiderano esercitare una forte influenza sui temi d’interesse per la società – compresi la salute e il benessere animale – per ottenere catene alimentari “etiche”.

Laura Higham ha parlato anche della diversità dei programmi di certificazione di qualità nei settori dell’agricoltura e dell’allevamento, chiedendosi se questi rispondessero alle aspettative dei consumatori di un maggior benessere per gli animali.

Nonostante il ‘movimento dei cittadini’ sia disposto a spendere di più per ottenere un maggior benessere animale, questo è ancora un punto critico per il settore, come ha evidenziato il Dottor Lynn Fewer, dell’Università di Newcastle. “Le preoccupazioni per il benessere animale e la produzione alimentare di origine animale possono non coincidere con le pratiche d’acquisto ed il consumo, infatti, le vendite di prodotti alimentari che rispettano il benessere animale si rivelano assai inferiori rispetto al livello di apprensione riferito. Ciò mette in risalto una differenza fra il ruolo di ‘cittadino’ e quello di ‘consumatore’ rivestito dagli individui. Questo sta a significare che ‘cittadino’ e ‘consumatore’ sono attenti ad aspetti differenti nelle diverse circostanze”.

Il tema delle catene produttive sostenibili è stato oggetto degli interventi di Robert Erhard della Nestlé e del Dottor Jeff Brose di Cargill Animal Nutrition, mentre il Dottor Rory Sullivan di Chronos Sustainability ha parlato dell’importanza del benchmarking in materia di benessere degli animali d’allevamento per le aziende del settore alimentare a livello mondiale.

Riguardo alla definizione di cosa significhi realmente ‘benessere animale’ i diversi relatori hanno convenuto che non si tratti soltanto di salute fisica. È fondamentale tener presente il fatto che, se l’animale non soffre, non significa necessariamente che sia in uno stato di benessere” – ha spiegato Charlotte Winder dell’Università di Guelph (Canada) nella sua relazione su come i veterinari possano valutare il livello di sofferenza negli animali d’allevamento.

Si è discusso, inoltre, di produzione “etica” di carne bovina con Rob Drysdale di StraightLine Beef, Regno Unito, e del rapporto fra resistenza agli antibiotici e benessere animale da parte del Professor Xavier Manteca dell’Università Autonoma di Barcellona.
Marianne Villettaz Robichaud dell’Università di Montreal ha, poi, presentato le ultime evidenze in tema di comfort delle vacche e tempo in cui restano sdraiate, mentre Leopoldo Stuardo Escobar dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE) ha parlato della strategia mondiale per il benessere animale dell’OIE.

Nonostante l’accesso alle più recenti ricerche e tecnologie, uno dei maggiori ostacoli al benessere animale sono, secondo le Dottoresse Anna Wilson e Katie Morton di Innovia, i comportamenti e gli orientamenti di allevatori e veterinari. Per questo motivo, nelle loro presentazioni e attraverso un istruttivo workshop interattivo, le due relatrici hanno fornito consigli pratici per migliorare questa problematica.

Con l’aumentare dell’interesse dei consumatori e degli stakeholder del settore alimentare per i sistemi di produzione di beni alimentari, uno dei principali messaggi emersi dalla conferenza è stato l’esigenza di una maggior collaborazione fra veterinari e allevatori, per garantire che la filiera produttiva sia sostenibile e, allo stesso tempo, accresca il benessere degli animali.

“Siamo impegnati a trovare modalità per migliorare le performance produttive degli allevamenti, impegnandoci nel miglioramento del benessere animale – ha dichiarato il Dottor Laurent Goby, senior global marketing manager di Boehringer Ingelheim – Forum come questi sono fondamentali per riunire i migliori esperti del settore ad esaminare e discutere temi rilevanti e divulgare le loro conoscenze su come possiamo operare affinché tale obiettivo sia raggiunto dagli allevatori, dagli agricoltori e soprattutto dai consumatori”.

Boehringer Ingelheim ha un sito web dedicato al benessere degli animali d’allevamento (www.farmanimalwellbeing.com) con tutte le informazioni sul tema, comprese le presentazioni esposte al Forum di Praga e ai precedenti incontri.

Boehringer Ingelheim Business Unit Salute Animale
Boehringer Ingelheim è il secondo maggior operatore mondiale in ambito salute animale con un fatturato netto di quasi 4 miliardi di euro nel 2018 e una presenza in oltre 150 mercati; 10.000 addetti che con il loro lavoro quotidiano creano il futuro del benessere animale nel mondo.

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