HANSEN

Più in salute con il tuo migliore amico a quattro zampe

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SALUTE/LIFE STYLE – Secondo l’American Heart Association possedere un cane ridurrebbe il rischio di subire un attacco di cuore da parte del proprietario che, portando a passeggio il proprio animale, si troverebbe così a fare movimento ed attività fisica. I ricercatori canadesi dell’Università di Vittoria hanno avvalorato questa tesi affermando che chi possiede un cane spende 300 minuti a settimana del proprio tempo all’aperto, contro i soli 168 di coloro che vivono senza un animale domestico.

Convivere con un cane porta comunque altri benefici importanti, sia fisici che morali, a tutta la famiglia. Uno studio dell’organizzazione no-profit ACAC (Australian Companion Animal Council) ha dimostrato che il migliore amico dell’uomo è, per esempio, un perfetto animale da compagnia che, puntando tutto sulla fedeltà che lo contraddistingue, non farà mai sentire solo e non abbandonerà mai il suo padrone.
Sergio Bottino logo alta
Ad avvalorare questi tesi è anche Sergio Bottino, Coordinatore dei servizi extra-veterinari per gli animali di Ca’ Zampa, la prima clinica veterinaria integrata nata a Brugherio alle porte di Milano, pensata per la cura della salute e del benessere degli animali da compagnia. Una clinica one-stop per tutti i bisogni dei pet al cui interno è prevista una palestra in cui si fanno corsi di addestramento di base e il recupero comportamentale, oltre a sei ambulatori, un blocco chirurgico, un laboratorio per le analisi, un’area per le radiografie ed un’area dedicata alla toelettatura.
“Possedere un cane in famiglia – afferma Bottino – oltre che consolidare il rapporto uomo-pet, fa bene anche a livello salutare e fisico. Portandolo fuori per le consuete passeggiate, infatti, potrebbe essere la giusta occasione per fare un po’ di attività fisica con esercizi mirati, dedicati sia al padrone che al cane”.

Alcuni esempi di esercizi da poter eseguire con il proprio cane? “Ne potrebbero bastare tre – continua Bottino – e possono richiedere un grado di impegno fisico differente per la coppia: si va dalla semplice passeggiata, a quella con il riporto ed, infine, la vera e propria corsa. Un ciclo minimo di “remise en forme” varia dalle 14 alle 16 settimane ed andrebbe messo in pratica, una volta al giorno, almeno uno dei tre esercizi proposti. Si tratta di movimenti naturali senza sovrappesi, che soddisfano la necessità quotidiana di movimento dell’uomo, inoltre le endorfine hanno positivi impatti sulla motivazione e sulla pressione arteriosa elevata ed agiscono come antidepressivi naturali”.
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1. PASSEGGIATA SEMPLICE:
La passeggiata, che comporta anche alcuni esercizi base, richiede almeno 20 minuti del proprio tempo, andrebbe fatta dalle due alle tre volte a settimana e, in base alle caratteristiche della razza, può essere protratta ulteriormente.
“Si parte dalla condotta del cane al guinzaglio a fianco del proprietario – spiega Bottino – e si inseriscono a piacimento dei cambi di velocità dell’andatura, o delle svolte a destra e sinistra, ma anche una posizione di controllo tenuta per pochi istanti (il tipico comando del “seduto”). Se ci sono degli ostacoli non pericolosi si può condurre il cane al salto”.
L’esperto consiglia di inserire un esercizio in modo tale da variare abbastanza spesso l’attività fisica.

Quali sono i vantaggi per il proprietario?
“Per l’uomo questo tipo di attività fisica, che è comparabile al riscaldamento motorio, generalmente richiede al massimo 90 pulsazioni al minuto – dice Bottino – con effetti positivi sul sistema articolare ed endorfinico”.

Cercando variazioni di pendenze oppure altre difficoltà di terreno, l’esercizio può diventare impegnativo anche dal punto di vista organico: si consiglia quindi di rimanere su terreno pianeggiante per raggiungere le 90 pulsazioni cardiache al minuto, che possono arrivare sino a 120 a seconda della pendenza del terreno stesso.
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2. PASSEGGIATA CON RIPORTO
La “passeggiata con riporto” è consigliabile per un tempo che può andare dai 20 ai 40 minuti e richiede un basso impegno per l’uomo ed uno medio per l’animale. Fondamentali sono due palline o due giochini.

“Si parte dalla condotta del cane al guinzaglio al fianco del proprietario – afferma Bottino – che comanda al pet una posizione di controllo (con i comandi “resta”, “seduto”, “terra”). Il passo successivo consiste nel lancio della pallina da parte del proprietario che deve poi dare comando di riprendere il gioco e riportarlo. Una volta ripresa la pallina, ci si sposta di altri 20/50 passi e si ripete il tutto.
Per l’uomo questo tipo di attività ha un ridotto impegno aerobico.
In esercizi di questo tipo i battiti cardiaci umani in genere non superano le 90 pulsazioni al minuto, giusto per riscaldare il corpo e prepararlo alla fase di lancio del gioco. A tale proposito, per evitare sforzi traumatici per spalla e schiena, è opportuno iniziare con lanci corti, per aumentarli man mano.
Da evitare questa attività sull’asfalto o su terreni particolarmente duri, per l’effetto traumatico sui polpastrelli del cane nelle sue fasi di accelerazione e frenata.
Generalmente le pulsazioni del cane per questo tipo di esercizi vanno da 90 fino ad un massimo di 160/170 al minuto. L’importante è che il recupero non si faccia da fermo, ma in maniera più lenta”.

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3. CORSA LEGGERA
La “corsa leggera” con il proprio cane al guinzaglio può iniziare a mettere a prova le capacità di resistenza della coppia. Le pulsazioni cardiache salgono sia per il proprietario sia per il pet: rispettivamente sulle 140-150 per l’uno, e intorno alle 100-120 per l’altro.
“Questa attività – afferma Bottino – è da evitare per le razze particolarmente pesanti, come il mastino spagnolo e quello napoletano, ed è opportuno non imbattersi in percorsi lunghi o con velocità sostenute se accompagnati da razze piccole, come lo spitz di pomerania, o brachicefale, tipo il bulldog Inglese, il bouledogue francese, ed il carlino. Seppur indicate per le passeggiate, queste razze lo sono meno per lo jogging”.

Durante la corsa il cane deve essere istruito ad andare a fianco al conduttore, senza distrazioni e mantenendo il ritmo del proprietario: ci sono specifiche cinture da dog trekking, ma non indispensabili. Prima di affrontare il jogging è bene far abituare l’organismo umano allo sforzo con un periodo di almeno 2 settimane di passeggiate e passeggiate con riporto, oltre che sempre con un riscaldamento intorno ai dieci minuti, da aggiungere al tempo da dedicare all’esercizio. È opportuno inserire il jogging almeno 3 volte alla settimana e completare nei restanti giorni con almeno uno degli altri due esercizi a piacimento.

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