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Abitudini dei pet-lover italiani in casa, lavoro e vacanze: tante differenze di vita fra uomini e donne

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LIFE STYLE – Una ricerca commissionata da Maxi Zoo, importante catena retail europea dedicata ad alimenti e accessori per animali, racconta peculiarità e abitudini degli italiani nella scelta e nella vita quotidiana con i propri pet e ciò che emerge è la conferma di un legame sempre più indissolubile con loro: un vero e proprio “magic moment” che non si esaurisce nel tempo.

dogs-3424415_960_720Di fronte alla domanda di cosa spinge gli italiani ad adottare un pet, l’indagine ha messo in luce alcuni fattori più emotivi e “di pancia” che spingono milioni di persone ogni anno a far entrare nella propria vita un altro essere vivente. Emotività che colpisce soprattutto i più giovani, infatti il 40% di chi sceglie il proprio pet in canili o gattili (1 italiano su 4) rientra nella fascia di età fra i 16 e i 34 anni. Un italiano su tre invece considera l’adozione di un pet come un gesto naturale avendo avuto animali da compagnia sin dalla tenera età. Per il 24,5% dei rispondenti invece si tratta di un’avventura completamente nuova, frutto di un desiderio del passato che finalmente si può concretizzare. Non manca però anche l’intento educativo nell’adozione di un pet: per il 12,2% dei rispondenti, infatti, consiste in un banco di prova importante per la responsabilizzazione dei figli in famiglia

La vera avventura inizia però una volta giunti a casa insieme al nuovo arrivato di cui doversi prendere cura e con il quale passare i propri momenti di relax. A tal proposito, le attività con il proprio pet a cui gli italiani non rinuncerebbero mai sono: le passeggiate mattutine (40,5%) e i sonnellini insieme al proprio animale domestico (39,3%), specialmente per le proprietarie del gentil sesso (64%). Inoltre, negli ultimi anni con la diffusione di Netflix e altre piattaforme dedicate allo streaming sempre più italiani, circa 1 su 4, non rinuncerebbero mai a guardare la propria serie tv preferita insieme all’amico a quattro zampe.
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Questo magic moment però non si esaurisce fra le mura domestiche. Altro tema molto dibattuto da qualche anno a questa parte è infatti la possibilità di portare i propri animali domestici (per lo più cani) sul luogo di lavoro, la cui presenza è stato dimostrato portare benefici non solo alla produttività dei dipendenti ma anche al loro umore. Più del 60% dei proprietari di pet intervistati da Maxi Zoo esprime infatti la volontà di portare il proprio animale sul luogo di lavoro, nel caso in cui l’azienda lo permettesse. Di questi, più del 46% appartiene alla fascia d’età che va dai 16 ai 34 anni. E proprio relativamente a ciò, Maxi Zoo non è da meno: l’azienda si dimostra pioniera e permette infatti da sempre ai dipendenti di portare il proprio animale domestico sul luogo di lavoro.
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E quando si parla di vacanze con i pelosetti al seguito?
Il desiderio degli italiani di coinvolgere gli amici a quattro zampe nella routine di tutti i giorni si riflette anche nella pianificazione delle vacanze. Si stima che gli animali in viaggio con i propri proprietari in Italia ogni anno siano almeno 7 milioni secondo l’ultimo Rapporto Assalco Zoomark 2018: più del 36% del campione di pet lover interpellati dichiara infatti di cercare strutture pet-friendly che possano cioè ospitare senza problemi animali domestici durante il soggiorno vacanzieri. Quando ciò risulta però impossibile, si cercano altre soluzioni: il 51% degli italiani si rivolge a una persona di fiducia, sia essa un parente o un amico stretto, che possa prendersi cura dell’animale in assenza del padrone. Questo tipo di soluzione può trovare una spiegazione soprattutto di carattere emotivo, preferendo dunque lasciare l’animale nel suo ambiente senza causargli ulteriori “scombussolamenti”. Ragione secondaria riguarda l’aspetto economico: in Italia una pensione per cani ha infatti un costo medio che va dai €10 ai €20 al giorno.

E per finire, quando si parla di prendersi cura del proprio animale d’affezione, per tutti i pet lover italiani l’alimentazione è un fattore molto importante e addirittura il 50% di essi sarebbe disposto a spendere di più per una maggiore qualità nei prodotti pet food: Mentre il 34,6% sarebbe disposto ad una spesa maggiore per la cura e l’igiene, dato che cresce fino a raggiungere il 40% se si considerano i proprietari fra i 16 e i 34 anni.

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