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Torna lo storione nei fiumi del nord Italia grazie ai ripopolamenti provenienti dall’acquacoltura sostenibile

Storione nacarii

ATTUALITA’ – Lo storione è una specie da tempo sull’orlo dell’estinzione a causa di fattori ambientali avvenuti negli ultimi decenni, come l’inquinamento crescente dato dall’industrializzazione, l’antropizzazione dei corsi fluviali e gli sbarramenti che ne impediscono la risalita per deporre le uova, e l’eccessiva pesca spesso illegale. La IUCN (l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) lo ha classificato come specie in Pericolo Critico.
Delle tre specie di storione una volta presenti nelle acque italiane, soprattutto del Nord-Est: lo storione comune (Acipenser studio), il ladano o beluga (Huso Huso) e il cobice, rimangono ancora esemplari di storione cobice (Acipenser nacarii), specie endemica dell’alto Mare Adriatico e dei fiumi veneti che vi sfociano.

Lo storione è di colore grigio-bruno con riflessi verdastri e scudi più chiari, presenta un corpo affusolato, coperto da pelle nuda e da 5 serie longitudinali di placche ossee, una pinna caudale asimmetrica, muso arrotondato e corto, bocca dritta posta nella parte inferiore della testa e 4 corti barbigli cilindrici. In condizioni normali raggiunge la lunghezza di 140-150 cm e i 30 kg di peso, ma ci sono esemplari che arrivano ai 60 kg e ai 2 m di lunghezza.
Lo storione è un animale molto longevo; raggiunge la maturità sessuale a 7-8 anni nei maschi e a 12-14 anni nelle femmine che migrano dal mare ai fiumi per la riproduzione.

Il recupero dello storione cobice avvenuto negli ultimi 20 anni attraverso vari progetti di ripopolamento per opera della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquea) in collaborazione con l’acquacoltura Storione Ticino e le Amministrazioni pubbliche locali di Regione Lombardia e Veneto e l’Unione Europea, ha cominciato a dare i suoi frutti. Infatti negli ultimi anni sono sempre più numerose le segnalazioni da parte di pescatori di storioni giovani non chippati, quindi riprodotti in natura.
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Normalmente i rilasci sono stati eseguiti da Fipsas che a riprese ha immesso nei corsi d’acqua ritenuti idonei 15.000 esemplari microchippati di storione cobice, sia riproduttori che giovanili, ottenuti con tecniche di riproduzione controllata nelle aziende di acquacoltura Storione Ticino di Giovanni e Sergio Giovannini.

La Storione Ticino è la prima azienda italiana ad aver iniziato l’acquacoltura di storioni tenendo conto anche della sostenibilità della specie e dell’habitat circostante. Localizzata sulla sponda destra del Fiume Ticino all’interno della valle, ricopre una superficie di circa 25 ettari, di cui circa 10 ettari di specchio d’acqua; attualmente alleva 4 specie di storione, tutte certificate “Globalgap e Friend of The Sea”, e si fregia del marchio “Parco Ticino – Produzione Controllata”.

“Storione Ticino è fornitore esclusivo di giovani storioni cobice o dell’Adriatico. – Ha dichiarato Sergio Giovannini, Amministratore Delegato Storione Ticino – Mio padre, Giacinto Giovannini, è stato il precursore di questi successi e già negli anni ’70, con una equipe tutta italiana, ha avviato la prima riproduzione artificiale ottenuta con tecnica incruenta degli storioni cobice o dell’Adriatico”.

FIPSAS ha seguito ininterrottamente il progetto di recupero dello storione cobice, facendosi carico dell’attività di ripopolamento, della marcatura con microchip, della raccolta dati di catture e ri-catture di esemplari per mezzo della lettura dei microchip su segnalazione dei pescatori.

Negli ultimi anni sono sempre più numerose le segnalazioni di esemplari giovanili di storione cobice non chippati e di taglia inferiore a quella sino ad ora immessa, che supportati dai risultati dell’analisi genetica, hanno evidenziato l’avvenuta riproduzione in ambiente naturale e il meritato e agognato successo del progetto di ripopolamento.

“Un grande risultato ottenuto soprattutto per conservare non solo la specie intesa come numero di individui ma anche la sua diversità genetica, che rappresenta il potenziale adattativo in tempi di global change” – ha affermato Leonardo Congiu, Professore Associato presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e Membro World Conservation Sturgeon Society.

Friend of the Sea, organizzazione non governativa per la protezione degli oceani e delle specie acquatiche che sviluppa progetti di certificazione nazionale e internazionale di prodotti da pesca e acquacoltura sostenibile, ha prodotto un documentario che testimonia gli sforzi intrapresi dalle varie organizzazioni coinvolte nel progetto di ripopolamento dello storione. Il video oltre a descrivere le modalità di reintroduzione degli animali nei fiumi del Nord-Est, sensibilizza gli operatori e i cittadini verso un utilizzo sostenibile delle risorse. Per vedere il video cliccare qui.
Friend of The Sea
“Il successo di questo progetto deve incoraggiarci a replicarlo in altri fiumi e per altre specie in pericolo – ha dichiarato Paolo Bray, Fondatore e Direttore di Friend of the Sea – E’ inoltre importante aumentare e migliorare le attività di sensibilizzazione e di formazione dei pescatori sportivi e professionisti, per creare una rete in grado di trasmettere informazioni di ricattura e controllare l’andamento del progetto in termini di obiettivi realizzati”.

Cosa bisogna fare nel caso di cattura o ritrovamento di uno storione nelle acque regionali?
La FIPSAS consiglia a pescatori di professione e sportivi di mantenere in vita l’esemplare o gli esemplari catturati immergendoli in un adeguato contenitore con acqua o mettendoli all’interno di un grosso sacco in fibra vegetale per poi immergerlo nell’acqua. Lo storione è un animale dotato di buona resistenza e può essere tenuto in vita per alcune ore.
Bisogna dare immediata segnalazione ai referenti delle associazioni di pescatori locali che collaborano al progetto che accorrono per gli opportuni controlli. Per informazioni visitare il sito web: www.progettostorionecobice.it.

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