Benchmark globale sul benessere animale, Barilla leader italiano, Camst continua a salire

ATTUALITA’/ECONOMIA – Barilla afferma la sua posizione di leadership tra le 7 aziende alimentari italiane analizzate dal benchmark globale sul benessere degli animali d’allevamento BBFAW (Business Benchmark on Farm Animal Welfare). Salgono l’azienda di ristorazione Camst e il Gruppo Cremonini, scende Ferrero. Per la prima volta entra nel benchmark anche Coop Italia.

Il benchmark BBFAW rappresenta a oggi uno strumento globale utilizzato soprattutto dagli investitori e dagli stakeholder di settore per valutare non solo le pratiche e le performance delle aziende in tema di benessere animale, ma anche la conoscenza e la trasparenza delle filiere. Aspetti che stanno sempre più a cuore anche ai consumatori, come dimostra anche il recente sondaggio condotto tra le aziende valutate nel benchmark, secondo il quale il 78% delle aziende individua nelle richieste dei propri clienti e dei consumatori il fattore principale che guida l’approccio sul benessere animale.

Una spinta che ha funzionato, dato che dal 2012 a oggi continua a crescere il numero di aziende che hanno pubblicato una policy sul benessere animale (passato dal 46% nel 2012 all’80% del 2017), che hanno definito target e obiettivi specifici in questo settore (passato dal 26% al 72%) e che hanno iniziato a comunicare i progressi fatti verso il raggiungimento degli obiettivi (ad esempio, il 54% delle aziende fornisce almeno qualche dato sul numero di animali che non sono confinati in gabbia nelle loro filiere). Mentre al vertice continuano a comparire solo aziende straniere (Coop Svizzera, Marks & Spencer, Waitrose, Migros e Cranswick), importanti segnali di cambiamento iniziano a registrarsi anche in Italia dove ormai quasi tutte le sette aziende analizzate iniziano a riconoscere il benessere animale come un tema da affrontare nelle loro politiche.
In base alla valutazione, le aziende sono inserite in una classifica che va da un livello 1 (nel quale appaiono le aziende con i risultati migliori) a un livello 6 (dove si trovano le aziende che non inseriscono il benessere animale in agenda).
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Barilla conferma la propria leadership tra le aziende italiane, restando l’unica azienda italiana posizionata al livello 3 della piramide (posizione consolidata in tema di benessere animale), e si distingue per la sua comunicazione dettagliata e trasparente in tema di benessere animale, che comprende non solo la definizione di più obiettivi concreti, ma anche la comunicazione dei progressi fatti di anno in anno per raggiungerli.

Ulteriori miglioramenti anche dal settore della ristorazione, con Camst che continua a salire, passando quest’anno dal livello 5 al livello 4 (aziende che mostrano di voler fare progressi nell’ambito del benessere animale) della piramide, grazie soprattutto alla pubblicazione di alcuni obiettivi specifici e alla comunicazione dei progressi fatti per raggiungerli.
Al livello 4 Camst viene raggiunta da Ferrero che purtroppo scende dal livello 3 dove si trovava l’anno scorso, e dal Gruppo Cremonini, anch’esso in salita dal livello 5.

Come dichiara Francesco Malaguti, Direttore Acquisti di Camst “Siamo orgogliosi di essere migliorati nella valutazione del benchmark, salendo al livello 4 nel report di BBFAW 2017. Continueremo a lavorare per migliorare il benessere degli animali allevati nelle nostre filiere anche in futuro. Come Camst crediamo fortemente che accelerare questo percorso di miglioramento sia ormai diventata una priorità in tutta l’industria italiana.”

Rappresentata per la prima volta nel benchmark anche la grande distribuzione organizzata italiana che finora non era stata inclusa per dare la precedenza a grandi realtà europee, come Metro e Aldi. Entra quindi nel benchmark Coop Italia che si posiziona al livello 4 della piramide, insieme ad altri grandi player europei come Carrefour e Lidl e alla maggioranza delle aziende italiane analizzate. Rimangono invece stabili il Gruppo Veronesi, fermo come lo scorso anno al livello 5 della piramide (benessere animale inserito in agenda ma poche evidenze della sua implementazione), e Autogrill che si presenta ormai come l’unica azienda italiana nel livello più basso della piramide.

Riflettendo sui risultati di quest’anno, Elisa Bianco, responsabile del Settore Alimentare di CIWF ha commentato “Vedere 6 aziende su 7 che riconoscono il benessere animale come un aspetto importante da affrontare nelle loro politiche aziendali è un segnale importante di come anche le aziende alimentari italiane stiano ormai iniziando a considerare il benessere animale come parte integrante delle loro strategie d’impresa. Ci congratuliamo con le aziende che hanno dimostrato una posizione di leadership anche in Italia e – continua Elisa Biancoci auguriamo che seguano tutte la stessa strada di miglioramento, a vantaggio di una sempre migliore conoscenza delle proprie filiere e trasparenza nelle comunicazioni a investitori e consumatori.”

Cosa significa per Barilla il benessere animale?
“In Barilla usiamo ogni anno circa 24.000 tonnellate di uova, provenienti da quasi 2 milioni di galline. E oltre 2.500 tonnellate di carne.
Per questo abbiamo ritenuto importante definire delle Linee Guida sul Benessere Animale, per garantire che qualsiasi animale coinvolto nelle nostre filiere venga rispettato in quanto tale e possa godere delle libertà primarie. Ovvero libertà dalla fame e dalla sete;dal dolore, lesioni e malattie; dalla paura e dal disagio; libertà di avere un ambiente fisico adeguato e, infine, di manifestare le proprie caratteristiche specie-specifiche. In particolare abbiamo definito il nostro percorso per uova, carne e pesce. Barilla ritiene che il confinamento in gabbia delle galline sia una pratica dannosa per il loro benessere, pertanto ha deciso la progressiva uscita da questa modalità di allevamento lungo la catena di fornitura utilizzando esclusivamente uova da allevamento a terra entro il 2020.I fornitori di carne per la produzione di sughi e pasta ripiena hanno firmato le nostre Linee Guida nel 2015. A cui oggi sono allineate il 100% delle forniture di carni suine e bovine per sughi e pasta ripiena prodotta in Italia, ovvero l’80% della carne totale utilizzata da Barilla.
Il Gruppo, inoltre, non utilizza nessun derivato di pesci allevati ma solamente tonno. Tutti i nostri fornitori di tonno sono certificati Marine Stewardship Council (MSC).”

Gli impegni per il benessere degli animali sono stati riconosciuti dagli European Good Farm Animal Welfare Awards, promossi dall’organizzazione Compassion in World Farming. Nel 2011 e nel 2012 Barilla ha vinto i Good Egg Awards con i marchi Pavesi, Mulino Bianco e Le Emiliane per la sua politica di approvvigionamento di uova in Europa. Nel 2016 anche il marchio Harrys ha ricevuto il premio grazie all’impegno di utilizzare esclusivamente uova provenienti da allevamenti a terra. Infine Barilla ha pubblicato una posizione globale “No ai test sugli animali”, ovvero il Gruppo si impegna a non effettuare nessun test con animali sui propri prodotti o le proprie materie prime e a non finanziare, commissionare, essere fra gli autori o supportare in qualsiasi altro modo test con animali.

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