HANSEN

I viaggi di Giada
My vacation with the falcon
La mia vacanza con il falco

Giada

LIFE STYLE – Sicuramente vi ricordate di Giada, la piccola e grintosa cagnolina italiana, protagonista vivente della bellissima storia vera di amicizia canina raccontata nel libro “Crystal and Jade” dalla giornalista Claudia Flisi, la sua mamma umana.

Giada, che viaggia spessissimo, ha voluto regalare in anteprima ad Animal Glamour, la storia del suo ultimo viaggio di piacere, una bella e avvincente vacanza trascorsa in Toscana presso l’Hotel “Il Falconiere” di Cortona in provincia di Arezzo, in compagnia di Claudia che le ha fatto da penna ai suoi racconti.

La cronostoria del suo viaggio, che riportiamo interamente di seguito, è scritta in inglese, del resto come il libro, “Crystal and Jade”, che la sta rendendo famosa fra i bambini di tutto il mondo e non solo.
La redazione di Animal Glamour ringrazia Giada e l’autrice umana Claudia Flisi e riporta anche la fedele traduzione italiana per i lettori che ancora non masticano l’inglese .. e neppure il “canese”!

MY VACATION WITH THE FALCON

By Giada Flisi

When my human was planning a vacation in Tuscany, she casually asked if her hotel, the five-star Il Falconiere in Cortona, accepted four-legged guests.

“Of course we do,” came the swift response. “We love dogs!”

IMG_3126She needed no further incentive, and decided immediately that I would accompany her. I was thrilled. I am an experienced traveler, have seen France, Spain, Switzerland, and Slovenia, but this would be my first visit to the smells and sounds of central Italy.

When we arrived, we learned that dogs have been welcome at Il Falconiere since 1994, when it first opened. Owners Riccardo and Silvia Baracchi are lifetime animal lovers and currently have seven canines. Six of them are English setters: they are Riccardo’s hunting dogs and remain at their humans’ home; they have no authorized function at the resort. The seventh is Giacco, an oversized, ebullient two-and-a-half-year-old boxer whose official role is to greet canine guests like me. He was a little bit overpowering for my taste.
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So I was happy to inspect our room, where I found a welcome basket just for me with a picture of and a personal note from Giacco. I wasn’t impressed; I was too busy sniffing out the contents of my welcome kit: a large orange dog bed with a plaid blanket to warm the interior, two large dog dishes with rubber bottoms (the expensive kind) for food and water, a roll of bright blue poop bags, a nylabone, a cellophane container of assorted doggy biscuits, and seven dental sticks.

I nosed my new doggy bed but decided to start out by sprawling on the antique rug in the living room of our spacious suite. Then we went exploring, and my nose quivered nonstop. We were in the countryside a few kilometers from Cortona, with orchards, vineyards, fruit trees, and wild animals within olfactory reach. I was ecstatic with sensory overload.

Plus there was Lila. Lila is the resident falcon, the latest in a long line that gives meaning to the property’s name. Lila is secured to a perch near the reception area during the day and she expresses her opinion of four-legged guests like me most vocally. She is used to Giacco, and vice-versa, but I was an unknown entity.
Lila
I was fascinated by this loud bird with the bold manner. Every time we went out for a walk, I wanted to inspect her. Silvia Baracchi cautioned us not to get too close, as she and Riccardo both bear scars inflicted by various birds.

The importance of respecting Lila was underscored the second day of our stay. We were returning from an afternoon walk and stopped at the reception area to pick up my human’s key. The receptionist requested that we remain there for a few minutes, explaining that “Lila is flying now for her daily exercise and she could be dangerous for Giada.”

“I understand. No problem,” said my human. “I will pick Giada up and carry her back to our room in my arms.”

“No, that won’t work,” she was told. “A falcon has no fear. When it sees something it wants, it will attack, even if the potential prey is in the arms of a human.

WHOA. I found that hard to believe. But we took her advice and remained inside until Lila had finished her aerial perambulations.
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Giacco and Lila have an understanding so he has the run of the property, including the pool area. One sunny afternoon I saw him amble into the pool, wet his body, saunter out, shake vigorously, and lie down to sunbathe, just like the two-legged guests. I don’t like water so much so was not tempted to do the same.

I didn’t see Giacco in the rustic-chic breakfast room, but I was allowed there every day and LOVED it. My human kept me on tight leash because the perfume of the breads, pastries, cheese, and prosciutto was almost too much to bear. I was not allowed in the elegant dining room for evening meals, but by then I was tuckered out from sightseeing in the area and long walks in and around the estate, and was happy to curl up in the room while the two-leggeds dined.

During this time, the staff would enter our suite for turndown service – straightening the bed, closing the wooden shutters, drawing the curtains, and the like. They also would move my orange doggy bed from the floor to the soft sofa in the living room area. I happily jumped up there, and that is where my humans would find me upon their return.

In such details, the resort is as attentive to the well being of its visiting canines as to its human guests. I was not allowed in the spa, but my human told me it uses Santa Maria Novelli products, which include a line for animals. Falcon alerts ensure that no harm comes to any dog guest, regardless of their size. When a male dog registers, Giacco stays at home to avoid potential conflict.

No wonder I was reluctant to leave at the end of our stay. I am now part of an exclusive club of Falconiere four-legged guests (less than one percent of Il Falconiere’s clients bring their pets). “We have always had a few dogs as visitors,” notes Silvia, “but we have made a more concerted effort in the past few years, with the welcome trousseau.”

Would more dogs come running if their owners knew? I would head back in the blink of a falcon’s eye.

LA MIA VACANZA CON IL FALCO

di Giada Flisi

Quando la mia umana stava progettando una vacanza in Toscana, ha casualmente chiesto se il suo albergo, il cinque stelle Il Falconiere a Cortona, accettasse ospiti a quattro zampe.

“Certo che li accettiamo”, fu rapida la risposta. “Noi amiamo i cani!”

Non aveva bisogno di nessun ulteriore incentivo, e decise subito che l’avrei accompagnata. Rimasi basita. Sono una viaggiatrice esperta, ho visto Francia, Spagna, Svizzera e Slovenia, ma questa sarebbe stata la mia prima visita agli odori e ai suoni del centro Italia.
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Quando arrivammo, abbiamo appreso che i cani sono stati i benvenuti presso Il Falconiere fin dal 1994, l’anno della sua apertura. I proprietari Riccardo e Silvia Baracchi sono amanti degli animali da sempre e attualmente hanno sette cani. Sei di loro sono setter inglesi: sono i cani da caccia di Riccardo e rimangono nella loro casa privata; non hanno alcuna funzione autorizzata presso il resort. Il settimo è Giacco, un sovradimensionato, esuberante boxer di due anni e mezzo, il cui ruolo ufficiale è di accogliere gli ospiti canini come me. Era un po’ opprimente per i miei gusti.

Così fui felice di ispezionare la nostra stanza, dove trovai un cesto di benvenuto solo per me con una foto e una nota personale di Giacco. Non mi colpì; ero troppo occupata a fiutare il contenuto del mio kit di benvenuto: un grande cuccia arancione con un plaid per riscaldare l’interno, due grandi ciotole con il fondo in gomma (di un genere costoso) per il cibo e l’acqua, un rotolo di sacchetti per i miei bisogni, un osso sintetico, un sacchetto di biscotti assortiti per cani, e sette bastoni dentali.

Annusai la mia nuova cuccia ma decisi di sdraiarmi sul tappeto antico nel salotto della nostra spaziosa suite. Poi andammo ad esplorare, e il mio naso non smise di tremare. Eravamo in campagna a pochi chilometri da Cortona, con frutteti, vigneti, alberi da frutto e animali selvatici a portata di mano olfattiva. Ero estasiata con quel sovraccarico sensoriale.
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Inoltre, c’era Lila. Lila è il falco residente, l’ultimo di una lunga serie che dà senso al nome della proprietà. Durante il giorno Lila è fissato ad un trespolo vicino alla zona della reception ed esprime la sua opinione sugli ospiti a quattro zampe come me molto vocalmente. Lei è abituata a Giacco, e viceversa, ma io ero un’entità sconosciuta.

Ero affascinata da questo forte uccello con i modi marcati. Ogni volta che andavamo a fare una passeggiata, volevo ispezionarlo. Silvia Baracchi ci avvertì di non avvicinarsi troppo, lei e Riccardo riportavano entrambi come cicatrici d’orso le unghiate inflitte dai vari uccelli.

L’importanza del rispetto per Lila ci fu sottolineato il secondo giorno del nostro soggiorno. Di ritorno da una passeggiata pomeridiana ci eravamo fermati presso la reception per ritirare la chiave della mia umana. L’addetto alla reception ci chiese di aspettare per qualche minuto, spiegando che “Lila sta volando ora per il suo esercizio quotidiano e può essere pericoloso per Giada”.

“Capisco. Nessun problema,” disse la mia umana. “Prendo Giada e la porto di nuovo nella nostra camera tra le mie braccia.”

“No, questo non funziona,” le fu detto. “Un falco non ha paura. Quando vede qualcosa che vuole, lui attaccherà, anche se la potenziale preda è tra le braccia di un essere umano.”

WHOA. Lo trovai difficile da credere. Ma seguimmo il suo consiglio rimanendo all’interno fino a che Lila avesse finito le sue deambulazioni aeree.

Giacco e Lila si capivano e così potevano correre per la proprietà, compresa la zona piscina. Un pomeriggio di sole lo vidi passeggiare nella piscina, bagnare il suo corpo, saltare fuori, sbattersi vigorosamente, e sdraiarsi a prendere il sole, proprio come gli ospiti a due zampe. Non mi piace l’acqua, cosi non fui tentata di fare lo stesso.
Giada nella cuccia
Non vedevo Giacco nella sala colazione rustico-chic, ma mi permettevano di stare lì ogni giorno e mi piaceva. La mia umana mi teneva al guinzaglio stretto, perché il profumo del pane, dolci, formaggi e prosciutto era quasi troppo da sopportare. Non mi era permesso di entrare nell’elegante sala da pranzo per la cena, ma a quel punto ero già fuori per le visite turistiche nella zona e le lunghe passeggiate dentro e intorno alla tenuta, ed era felice di rannicchiarmi nella stanza, mentre gli esseri a due gambe cenavano.

Durante questo tempo, il personale entrava nella nostra suite per il servizio di preparazione – raddrizzare il letto, chiudere le persiane in legno, le tende, e simili. Avrebbero spostasto anche la mia cuccia arancione dal pavimento al divano morbido nella zona salotto. Ci avrei saltato felicemente dentro, ed era qui che i miei umani mi avrebbero trovato al loro ritorno.

In questi dettagli, il resort era attento al benessere dei suoi ospiti canini così come per i suoi ospiti umani. Non mi era permesso stare nella spa, ma la mia umana mi disse che utilizzava i prodotti di Santa Maria Novella, che comprendono una linea per gli animali. Gli avvisi del Falconiere garantivano che nessun danno sarebbe stato arrecato a nessun cane ospite, indipendentemente dalla loro dimensione. Quando un cane maschio viene registrato, Giacco rimane a casa per evitare potenziali conflitti.

Non c’è da stupirsi se ero riluttante a partire alla fine del nostro soggiorno. Ora faccio parte di un club esclusivo degli ospiti a quattro zampe del Falconiere (meno dell’uno per cento dei clienti di Il Falconiere porta i propri animali domestici). “Abbiamo sempre avuto un paio di cani come visitatori”, osserva Silvia, “ma abbiamo fatto uno sforzo più concertato in questi ultimi anni, con il corredo di benvenuto.”

Molti cani ci verrebbero correndo se i loro proprietari sapessero? Io ci tornerei in un batter d’occhio di falco.
Il Falconiere
L’ Hotel 5 stelle “Il Falconiere” si trova a Cortona (AR) in Località San Martino a Bocena 370 tel. +39 0575 612670
info@ilfalconiere.it – www.ilfalconiere.it

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