La ricerca al servizio della cinofilia
L’Istituto di ricerca Spallanzani presenta gli studi sul cane Kurzhaar

SCIENZA/SALUTE – Il nuovo anno si è aperto all’insegna del benessere dei cani.
L’Istituto nazionale di ricerca Lazzaro Spallanzani di Rivolta d’Adda, ha presentato i risultati dello studio genetico di popolazione eseguito sulla razza canina Kurzhaar, in un convegno organizzato dal Kurzhaar Club Italiano con il sostegno e il patrocinio dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI). L’evento si è tenuto sabato 23 gennaio presso l’Hotel San Marco di Ponte Taro – Noceto (PR).

“La conoscenza approfondita di ogni popolazione canina da un punto di vista genetico – commenta Ettore Prandini, Presidente dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Rivolta d’Adda (CR) – rappresenta un prerequisito per il mantenimento di un livello di “biodiversità” (variabilità genetica) accettabile intra razza, al fine di tutelare il benessere animale e garantire un allevamento di qualità. La ricerca applicata a questo comparto, rappresenta una grande opportunità per approfondire e strutturare le conoscenze utili ad individuare le migliori modalità di allevamento, per innalzare ulteriormente il livello qualitativo della cinofilia nazionale e garantire ai nostri cani una vita di qualità”.

“I risultati dello studio di razza presentati al Convegno organizzato dal Kurzhaar Club Italiano – commenta Dino Muto, Presidente dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) – rappresentano per noi un bagaglio di informazioni estremamente importanti sui soggetti di razza che ENCI per sua mission è chiamato a tutelare. E’ per noi essenziale, infatti, conoscere bene le popolazioni canine di razza allevate in Italia per poter garantire il mantenimento della “biodiversità canina” che ci assicuri di salvaguardare la salute dei nostri amici a quattro zampe. Per questo motivo ENCI appoggia iniziative di questo tipo e, anzi, sta supportando i propri Soci per portare avanti questi studi, che qualificheranno sempre più l’allevamento di razza nazionale”.
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“Lo studio – spiega Marina Montedoro, Direttore dell’Istituto Lazzaro Spallanzani – ha permesso di analizzare la popolazione Kurzhaar (iscritta al Libro Origini) in un arco temporale di 35 anni, per un totale di oltre 170 mila cani; di calcolare il livello di consanguineità per ogni riproduttore, il coefficiente di parentela tra riproduttori e il livello di inbreeding dell’intera popolazione e di identificare i riproduttori (“top sire”) che maggiormente hanno inciso sulla popolazione. Questo tipo di studio permette una conoscenza approfondita della popolazione con l’obiettivo di garantire il mantenimento di una variabilità genetica “accettabile” all’interno della razza. Ad oggi, l’Istituto Spallanzani, grazie ad ENCI che sta sostenendo fattivamente l’attività, ha potuto realizzare lo studio per il Kurzhaar, il Pointer e il Setter. Il nostro desiderio – aggiunge il Direttore Marina Montedoro – sarebbe quello di estendere lo studio a tutte le razze riconosciute dall’FCI (Fédération Cynologique Internationale) ed allevate in Italia, con particolare riguardo a quelle la cui popolazione è limitata in termini di soggetti, per poter gestire gli accoppiamenti in base al livello di inbreeding ‘desiderabile’ per la cucciolata”.

“Lo studio della variabilità genetica all’interno di una popolazione canina – conclude Giancarlo Passini, Presidente del Kurzhaar Club Italiano (KCI) – rappresenta uno degli strumenti a nostra disposizione per programmare in modo oculato gli accoppiamenti e tutelare il benessere e la salute del cane di razza, in particolare per una razza da lavoro come il Kurzhaar. Come presidente del Kurzhaar Club Italiano è un onore aver organizzato il primo convegno aperto al pubblico su questa tematica di indiscusso interesse non solo per il Kurzhaar ma anche per le altre razze che, come ENCI, siamo chiamati a tutelare”.

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