IL FUMO UCCIDE…..anche gli animali domestici

SALUTE/ATTUALITA’ – Con una conferenza stampa condotta a Milano presso Palazzo Marino è stata lanciata la campagna dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Milano “Il fumo uccide anche loro” per sensibilizzare sui danni provocati agli animali domestici dal fumo passivo. La campagna è patrocinata dal Comune di Milano, dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e dall’associazione ALCASE (associazione per lo studio e la ricerca clinica per il cancro al polmone).
Il Fumo Uccide anche Loro
Il materiale informativo sulle patologie che rischiano gli animali da affezione e sugli accorgimenti da utilizzare per arginare i rischi sarà reperibile nelle strutture veterinarie della città metropolitana a partire dalla seconda metà di gennaio. L’iniziativa ha lo scopo di fornire ai fumatori proprietari di cani o gatti un ulteriore motivo per ridurre o cessare l’uso del tabacco: salvaguardare anche la salute dei pets.

“Il grado di civiltà di una comunità si misura anche da quanto è in grado di prendersi cura degli animali”, ha commentato l’assessore alla Qualità della vita del Comune di Milano Chiara Bisconti, sottolineando come ci sia la volontà “che gli animali abbiano i diritti di tutti gli esseri senzienti”. In occasione della presentazione della campagna Carla Bernasconi e Laura Torriani, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Ordine dei Veterinari di Milano, hanno spiegato quali sono le cause e i danni del fumo passivo sugli animali d’affezione.
“Dovere dei veterinari è informare” – dichiara al pubblico presente Carla Bernasconi – infatti la campagna verrà veicolata tramite tutti i Medici Veterinari di Milano”.
“E’ da tanto tempo che si sa che il fumo fa male, ma alcune informazioni sui danni che provoca hanno impressionato anche me” – spiega Laura Torriani.

Il fumo inalato attivamente o passivamente da una sigaretta contiene oltre 4.000 molecole, alcune delle quali sicuramente dannose per l’organismo umano. Le sostanze nocive del fumo possono ledere direttamente l’apparato respiratorio e agire contestualmente anche sull’intero organismo. Tali sostanze sono essenzialmente prodotte della combustione incompleta di tabacco e carta e vengono volatilizzate per l’elevata temperatura che ne consegue.
Le sostanze più note presenti nella sigaretta sono: catrame, composti organici volatili (VOC) tra cui il benzene (cancerogeno), idrocarburi policiclici aromatici (IPA) provenienti dalla combustione della carta e del tabacco comprendenti i cancerogeni benzopireni, particolato o polveri sottili (principalmente il particolato carbonioso) nicotina, monossido di carbonio, sostanze irritanti come gli aldeidi (acroleina, acetaldeide), acidi organici carbossilici (acido formico) e fenoli (fenolo, cresoli), ammine e ammoniaca, idrocarburi non aromatici di varie tipologie (principalmente alcani C12-C15) che contribuiscono a intaccare lo strato lipidico protettivo di organi e cellule.
I danni provocati dal fumo sono suddivisibili in tre categorie: i danni primari (subiti da chi fuma), i danni secondari del fumo passivo (subiti da chi è presente quando qualcuno fuma) e i danni terziari (legati alle sostante ambientali residue lasciate dal fumo). I danni terziari sono quelli che possono colpire maggiormente gli animali domestici.
Le principali cause di patologie legate al fumo passivo sono l’inalazione e il contatto diretto con i residui ambientali del fumo. Principale inquinante dei luoghi chiusi, il fumo passivo ha un’elevata concentrazione di sostanze cancerogene che si depositano sul suolo, sui mobili, sui tessuti e sul pelo degli animali, esponendoli a gravi rischi.
Secondo un recente studio dell’Università di Glasgow, i pets sono più a rischio degli esseri umani per quanto riguarda le patologie da fumo passivo dato che passano più tempo in casa dei proprietari, che sono spesso fisicamente vicini al fumatore (accanto o in braccio) e che sono maggiormente a contatto con le superfici in cui si depositano i residui. Un altro pericolo per gli animali domestici è l’ingestione di mozziconi: la nicotina assunta per via orale è un veleno neurotossico ed è frequente che, soprattutto i cani, attirati dalla saliva umana, ne ingeriscano una quantità potenzialmente letale.

Secondo uno studio della Colorado State University i cani sono più esposti ai tumori di naso e polmoni, mentre gli studi eseguiti negli Stati Uniti dalla Tuft University School of Veterinary Medicine e dalla University of Massachusetts in Amherst hanno permesso di correlare la comparsa di neoplasie orali feline (SCC) all’esposizione a fumo ambientale di tabacco. I gatti, per via del “grooming”, ovvero la costante cura del pelo che mette in contatto le mucose orali con i residui rimasti sul pelo sono i pets in assoluto più vulnerabili. Sono riconducibili al fumo passivo anche altre patologie respiratorie, che vanno dall’irritazione o infiammazione delle prime vie aeree sino a forme di asma, bronchiti croniche e polmoniti.

Per quanto riguarda le tipologie di tumori che possono presentarsi nel cane, ci sono differenze in base alla conformazione fisica: in quelli con muso più lungo (detti dolicomorfi), come il pastore tedesco, i retriever, i collie e i levrieri sono maggiormente presenti neoplasie delle cavità nasali, mentre in quelli a muso corto (come boxer, bulldog, carlino) sono più frequenti forme neoplastiche polmonari.
Lo studio dell’Università di Glasgow consente di osservare come i livelli di nicotina dei peli diminuisce significativamente se il consumo in casa scende al di sotto delle 10 sigarette al giorno. I ricercatori di Glasgow, guidati dalla Prof.ssa Clare Knottenbelt, hanno trovato nei testicoli dei cani castrati un gene marcatore delle cellule danneggiate presenti nei cani che vivono con fumatori. Questo gene è alterato in alcuni tipi di cancro del cane, ed è meno presente quando il proprietario fuma fuori di casa. Le sigarette hanno effetti negativi anche su canarini e pappagalli: il fumo passivo è particolarmente dannoso per i volatili perché dotati di un tratto respiratorio molto sensibile. Le sigarette possono causare un accumulo di fluidi e portare alla polmonite, spesso letale.

Ai fumatori proprietari di animali domestici che intendono arginare il più possibile i rischi del fumo passivo, è suggerito di non fumare in presenza dell’animale, di svuotare sempre il posacenere, di lavarsi le mani prima di toccare l’animale dopo aver fumato e di fumare all’aperto evitando che il fumo entri in casa.

A convalidare l’iniziativa dell’Ordine dei Medici Veterinari di Milano concorre lo studio dell’Henry Ford Health System di Detroit dal quale emerge che tra i fumatori proprietari di animali domestici il 28,4% intende smettere di fumare per tutelare la salute degli animali, l’8,7% chiederebbe al convivente di smettere e il 14,2% smetterebbe di fumare al chiuso.

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